Dunque, cercando di tenere i toni entro i limiti mi piacerebbe parlare ancora di religione cattolica contemporanea, in particolare di una serie di argomenti che mi hanno sempre interessato ma sui quali non ho mai avuto modo di ottenere risposte precise. Avendo almeno un cattolico schierato e una cattolica non schierata tra i miei cinque lettori, si accettano risposte esaurienti, su carta bollata e non. Forse dovrei farci un discorso con un prete, ma anche no ^_^
Allora...
La domanda general-generica è la seguente: come si pone la Chiesa di oggi su una serie di argomenti in alcuni casi pseudo-favoleschi, in alcuni casi apertamente didascalici, ma sui quali di fatto si continua a fare catechismo e si danno risposte che più ambigue non si può?
- L'Inferno: esiste? e se sì cosa ci dobbiamo aspettare? perché ci si va? superando quale soglia minima di peccati? funziona ancora che se faccio il figlio di buona donna per tutta la vita e poi all'ultimo respiro mi pento, non ci vado? Come faccio a sapere se sto a posto e posso morire fiducioso?
- Gli esorcismi. Che io sappia la Chiesa ha ancora un dipartimento che si occupa di esorcismi, e una procedura ben precisa da seguire all'uopo. Ma se ammetto l'esorcismo ammetto pure il Diavolo (uno, o più?) o no? e quindi esiste il Diavolo? e quindi pure l'Inferno? (di cui al punto 1).
- Il peccato originale. Chi mi spiega, affrancandosi dal mito di Eva e della Mela, ma anche da interpretazioni meno letterali, per quale motivo c'è bisogno addirittura di un Sacramento per liberarsi di questo fardello (quale?) ? Cioè, va bene l'inclinazione naturale al peccato (che poi in un bimbo, mah) ma nessuno s'è mai accorto che questa rimane anche dopo il battesimo e anzi si sviluppa niente male più si diventa grandi? Cioè, un non-battezzato in teoria dovrebbe essere più incline al male di un battezzato?
- La Donna. Premesso che sono ben conscio del fatto che le posizioni cattoliche al riguardo sono variate insieme alla Storia, in parte influenzandola in parte venendone influenzate - e non poteva essere altrimenti, vorrei sapere perché ancora oggi le donne sono chiaramente esseri inferiori in quanto non adatte (per fare un esempio) a dire Messa. Riconosco che abbiamo fatto qualche bel passo avanti da quando l'uomo era Peccatore e la donna null'altro che Peccato e fonte di tentazione per l'uomo, però non mi spiego la motivazione dietro a certe limitazioni che ancora persistono.
Sicuramente ne avrei altri ma per ora mi fermo qui. La contraddizione che sempre mi viene in mente quando penso che gran parte della filosofia cattolica è figlia via via di ogni tempo che attraversa, è la seguente: un cattolico dovrebbe avere fiducia nelle disposizioni dei vari concili, conclavi, editti, documenti e ragionamenti dell'alto clero perché convinto che l'ispirazione gli arrivi dall'Alto. Ma se questo postulato è evidentemente falso quando si parla di particolari periodi storici o di particolari papi, il che ammette la fallibilità dei rappresentanti di Dio in terra, come posso continuare a fidarmi ciecamente o quasi in qualsiasi altro caso? Spesso penso che di fatto gli unici dettami universali e senza tempo siano i Dieci Comandamenti e gli insegnamenti di Cristo, che poi hanno contribuito a forgiare nei secoli la morale comune moderna. Il resto... beh, il resto sono discussioni di uomini imperfetti.
Però vi prego concentratevi nella risposta agli interrogativi di cui sopra. E ditemi quanti di voi sono in grado di rispondere a botta sicura senza andare su internet...