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15 feb 2011

Piange il telefono

Mi infastidisco a toccare uno dei principali eventi trash 2011 per un velocissimo commento sulla nuova telefonata di Mauro Masi, direttore generale della TV di Stato, che per recuperare dopo la penosissima figura rimediata ad Annozero decide di mettere bene in chiaro come la pensa Mamma RAI.

Se volete godervi lo spettacolo senza filtri: qui.
Altrimenti vi riporto il testo.

Buonasera Simona, la sto chiamando per dirle in primis che non mi dissocio né da lei né dal suo programma, che a differenza di altri è un programma che rispetta pienamente le regole aziendali, anzi, oltre a non dissociarmi faccio davvero tanti auguri a lei, alle persone che sono presenti in studio e quelle che sono in Honduras.
Masi ha subito messo le mani avanti: la Ventura è tutt'altro che tenera con i denigratori, come dimostrato in passato, e ha visto mai che un vaffa glielo sganciava così, al volo, tanto per rimetterlo al suo posto. Da vera Signora qual è.
A parte questo, il messaggio in evidenza è il seguente: siete voi la televisione quella buona, quella che tutti vorrebbero, quella che IO vorrei, quella di cui nessun politico si lamenta - o almeno nessuno che possa crearmi dei problemi. Presa di posizione, pieno sostegno, grande sollievo. Meglio la trasmissione che ha eguagliato in cafonaggine, fesseria, cattivo gusto e stupidità le vette più alte della programmazione Mediaset, ottenendo al contempo il non facile obiettivo di buttare qualche milione dei contribuenti negli onesti onorari degli eminenti partecipanti - tra cui, non dimentichiamocelo, c'è pure tale Raffaella Fico, carneadina baciata in fronte dalla Dea Silvia himself. Ed è in effetti possibile che quest'ultimo elemento abbia pesato molto nella scelta del DG Masi di esporsi di nuovo al ridicolo. Meglio questo, dicevo, dei rancorosi portatori d'Odio della banda Santoro. Pure se fanno ascolti.
Sono certo Simona che darete tutti quanti il massimo perchè è uno dei programmi più popolari dell’Azienda, le siamo tutti molto vicini e, soprattutto, noi staremo particolarmente attenti a garantire la trasparanza delle operazioni di televoto che è un tema che sta molto a cuore alle istituzioni e ai telespettatori.
Perché la tristezza assoluta è che ormai il primo problema del Garante è che le operazioni di televoto di un programma di intrattenimento (!) televisivo siano limpide e corrette, perché così vogliono le Istituzioni (!!) e soprattutto i telespettatori che scomodano il loro augusto ditino per inviare altri soldini ai propri beniamini. D'altronde, serve come prova generale per quando il televoto verrà applicato alle Elezioni Politiche. Caro Stefano Benni, coraggio: ci siamo quasi. Sarai acclamato come Profeta...

13 dic 2010

Fiducia sì, fiducia no, fiducia un caz

...parafrasando un vecchio brano di Ricky Gianco. Domani finalmente scopriremo chi ha fatto la spesa più grossa al supermercato dei rifiuti organici.
Intanto però mi soffermerei sull'artefice della Crisi, il Salvatore, quello che alla fine si è ribellato e ha detto NO battendo i pugni sul tavolo, insomma il Co.Co.Co.Fondatore.
Quello della Bossi-Fini.
Quello che sta con Silvio dal '94.
Quello che lui, nel partito del predellino, giammai.
Quello che si è accorto l'altroieri che il suo amico (il Fondatore senza Co.Co.Co.) si fa i cazzi suoi. Ma non dall'altroieri.
Quello che per far numero, mortacci sua, rischia di riportarmi in auge il fallito dei falliti, categoria furbetti incapaci.
Quello a cui si sono aggrappati i cosiddetti centristi, anche quelli ex sinistrorsi ex verdi ex mi' nonno in carriola.

Spendo due parole anche per i suddetti. Voi, cari miei, siete coloro i quali hanno totalmente svuotato il termine Centro del suo significato politico originale. La definizione corrente è invece quella che segue:
Centrista: chi disperatamente si aggrappa, massaggiandolo con forza e perizia, al membro più grosso attualmente in vigore.

28 mag 2010

Tutto torna

Uno potrebbe chiedersi: come mai, come mai un Primo Ministro europeo dovrebbe voler perpetrare in maniera tanto metodica la propria autodistruzione in campo internazionale accostandosi ad un noto ed esecrato (non da tutti, ma di certo dall'opinione comune mondiale) dittatore, nemesi del primo scorcio di Novecento Italiano?
Facciamo un po' di dietrologia.

Tempo fa il suo amicone nonché braccio destro nonché senatore nonché co-fondatore di Forza Italia nonché noto bibliofilo nonché anello di congiunzione coi poteri forti d'Italia - alias Marcello dell'Utri - annuncia: ecco i veri diari di Mussolini! Dice di averli letti per qualche ora e di essersi commosso di fronte all'umanità di questo signore. Fa eco la nipote del Duce, ormai da un paio d'anni figliuola prodiga rientrante nel PdL: sì sì, son proprio del Nonno. Cosa emerge da questi diari? Che il Buonanima disprezzava i suoi stessi gerarchi (i cattivoni!) e tentò con tutte le forze di impedire la guerra. E che era un nonno umano e affettuoso. Such a sweetheart.
I soliti comunisti hanno tentato di diffamare dell'Utri e tutte le sue perizie (una, calligrafica) sostenendo che 'sti diari sarebbero tarocchi. Tra questi comunisti sovversivi fomentatori d'odio troviamo anche tale Emilio Gentile. Ma lasciamo da parte gli anarcoidi di sinistra e torniamo alla nostra bieca dietrologia.
Ieri, insomma, Re Silvio si è aperto alla stampa straniera citando proprio questi autenticissimi diari ritrovati dall'amico suo. In cui il Buonanima smentiva tutti coloro che lo accusavano di avere troppo potere - come tutti i dittatori, diamine! Perché, pensate, pure Silvio ha lo stesso problema: ancora non gli fanno fare proprio tutto quello che gli passa per la testa. Come d'altronde fanno invece tutti gli altri premier dell'universo, cribbio. Chiede tanto? Povero monarca impastoiato da stupide regole volute da altri. Giorni fa il nuovo libro di Vespa appena uscito aveva propugnato lo stesso concetto per mezzo di un'illuminante intervista.

Rimetto insieme i pezzi.
  1. Dell'Utri trova i "veri diari";
  2. "Ma quant'era buono il Duce!";
  3. Berlusconi chiede più poteri;
  4. Berlusconi legittima i "diari ritrovati" citandone una frase e associandosi alla dichiarata "mancanza di potere" del suo predecessore.
Il dietrologo dixit: quale meravigliosa occasione di continuare col revisionismo storico, ingraziarsi i vetero e neo-fascisti (fatevi un giro sul web e guardate in quanti spazi c'è gente che già gli rende "onore") e infine legittimare le ambizioni di ritorno al regime del Re.

8 mar 2010

Perché Napolitano ha sbagliato

Ha sbagliato perché continua ad avallare istituzionalmente le malefatte parlamentari di uno che si crede, con ragione fin qui, al di fuori delle regole. Perché non sta al custode delle regole fare ragionamenti del tipo "altrimenti il voto non avrebbe avuto senso" ma solo di assicurarne il rispetto. Ha ragione, e chi l'avrebbe mai detto, O.L. Scalfaro a sostenere che il provvedimento più appropriato sarebbe stato il rinvio, senza tirare in ballo processi legislativi o forme abbreviate degli stessi. Perché il modo escogitato per risolvere il "pasticcio" è ancora una volta quello della forza bruta e della prepotenza, e del provate a fermarmi se ci riuscite: mediante uno strumento, il decreto legge, che comunque rientra nelle "frecce" della democrazia, ancora una volta piegata e riforgiata a Sua immagine: doppia violazione dunque, ancora più grave ed esecrabile perché crea un precedente assurdo. E intanto, grazie alle precedenti leggi su legittimo impedimento, il vostro amico continua a eludere la giustizia.
E che dire del mostruoso coacervo di deliri sparati in prima pagina dopo lo scorno per i consensi in calo? Leggete, leggete bene perché ci ritroverete una summa di tutte quelle che potremmo chiamare le paure del bravo anticomunista. Bang! Bang! fece il Duce dal balcone.
Piena solidarietà dunque al cosiddetto "Popolo viola" e alle sue manifestazioni, ma soprattutto alle sue iniziative: boicottare i possedimenti privati del Boss, laddove non si riesce a ostacolare il suo possedimento pubblico.
E bisogna avere il coraggio di dire pure quando il Presidente fa una cazzata, caro PD.

19 feb 2010

VERGOGNA SANREMO

Ho appena finito di assistere all'atto più vergognoso che mi ricordi in trent'anni di sanremo che ho visto più o meno con interesse.
Chiamiamoli la Banda Furbetti, poi che ci sia una semicorona in mezzo me ne sbatto. Per chi non l'avesse visto, Pupo emanuelefiliberto e tenoreignoto hanno appena proposta una particolare versione del loro brano "Italia amore mio". Sto ancora vomitando mentre scrivo, ho il sacchetto sulla scrivania.
Lasciamo perdere che hanno ripescato una canzone orrenda cantata da uno che canta come un cane sordo.
Gli ignobili furbetti si sono portati Lippi Marcello. Prima che parlassero, già ci dicevamo con Manu: beh, come simbolo dell'unità d'Italia. D'altronde la canzone è un inno monarchico mascherato da inno all'unità, perché sorprendersi. Gesto disperato, poverini.
La Clerici inizia a presentare la canzone, e a metà la interrompe (sìsì) Lippi Marcello. All'inizio sembra che voglia fare la sparata simpatica dicendo: tranquilli, non canto. E poi invece insiste dicendo quanto è importante l'unità d'italia ed essere italiani, e quelli che lavorano all'estero, e blablablà. La Clerici prova a interrompere dicendo: scusate, c'è un regolamento, e dovete solo cantare per non influenzare la giuria. Pupo interviene spiegando che pure questa cosa fa parte dell'esibizione (certo, prima che ancora li abbiano presentati). E che ci saranno ulteriori sorprese. Poi Lippi rincara! ah, vorrei pure ricordare il mio amico Ballerini scomparso dieci giorni fa. Applausi, perché non puoi non applaudire i necrologi.
Finalmente cantano. E, magia magia: la seconda strofa si trasforma! parte il filmato della vittoria dell'Italia del calcio ai Mondiali berlinesi 2006, e i Furbetti ci informano di quanto sono orgogliosi di Lippi e Cannavaro e l'Italia tutta che così bene ci rappresenta nel mondo. Massì, gli italiani sono una massa di rincoglioniti che vanno avanti a figa e calcio, alla figa ci pensa Berlusca, il calcio diamoglielo noi. (Hanno ragione eh! infatti nella canzone ci spiegano pure che adesso finalmente l'Italia va bene, è più normale, grazie ai piduisti. Ok quest'ultima non ce la dicono).
IGNOBILE.
Vorrei azzardarmi a sperare in una squalifica ma già rido mentre formulo il pensiero.
Per sdrammatizzare, godetevi la performance di Elio e le Storie Tese dalla Dandini in "Italia amore mio".

22 set 2009

Faccio il cinico

Proprio ieri sera riflettevo sul comportamento delle istituzioni di fronte all'ultimo lutto della missione italiana in Afghanistan. In particolare sulla polemica relativa al famoso minuto di silenzio da osservare nelle scuole, diramato dal ministro Gelmini, e sul rifiuto più o meno ribelle - a seconda dei casi - di alcuni presidi. Proprio ieri, in particolare, discutevo con la mia paziente metà dell'insensatezza di tutto questo. Stamattina sul Corriere leggo che una preside romana ha fatto la mia stessa identica osservazione: ma allora i morti sul lavoro?
Sottoscrivo in pieno. E' una grossa baggianata. Giusti i funerali di stato, giusto il cordoglio etc, ma ricordiamoci sempre che stiamo parlando di militari volontari in zona di guerra. Gente consapevole che sa a che rischi va incontro. Gradirei che le Alte cariche, i ministri della Repubblica e compagnia bella elevassero il proprio cordoglio e il proprio monito in maniera doppiamente vigorosa nel momento in cui il povero operaio dell'acciaieria resta sotto una macchina (sempre nell'adempimento dei propri doveri, o no?) o muore tra le fiamme o soffocato dentro stanze infernali. E sta lì perché non può fare altrimenti, e non denuncia le condizioni di pericolo perché altrimenti perderebbe il lavoro, e va avanti nonostante tutto e non prende certo il bonus perché sta in zona di guerra. E per lui la fine dellla missione è la pensione, sempre che ci arrivi.
Potrà sembrare retorico cinismo. Io dico che è falso senso dello spettacolo quello che stanno mostrando le istituzioni - e qui davvero non c'è colore politico, sarebbe controproducente per tutti fare quelli controcorrente in queste occasioni.
(Lo so che qualcuno mi dirà che i soldati rappresentano la Nazione e quindi ciascuno di noi e blablablà. E allora perché ogni santa volta che succede una cosa simile tutti insorgono e chiedono di ritirare le truppe? Altra cazzata. Ci siamo presi un impegno, un impegno difficile certo, e questo impegno viene assolto da specialisti formati apposta, e cioè i soldati. L'impegno lo ha preso un governo espressione della volontà degli elettori, anzi più governi diversi, e gli elettori sono quelli che adesso a gran voce urlano di riportare indietro i loro ragazzi. Sarà un po' incoerente?)

7 set 2009

Della Loggia non c'hai capito niente

...e mi sono pure tenuto.
Mi riferisco a questo autorevole commento sui fatti degli ultimi giorni, uscito sul Corriere di oggi. Citando testualmente la conclusione, l'eminente emerito sentenzia che vabbe' che il Cavaliere è un monellaccio, ma
Con la stessa sicurezza, pe rò, si può dubitare fortemente che rientri tra i compiti della libera stampa l’organizzazione di interminabili, feroci campa gne giornalistiche, non già per invocare - come sarebbe sa crosanto - che i reati even tualmente commessi dal presi dente del Consiglio siano per­seguiti (dal momento che nel suo libertinismo di reati non sembra esservi almeno finora traccia), ma per chiedere di fat to le sue dimissioni, adducen do che egli sarebbe comun que, per il suo stile di vita, «inadatto» a ricoprire la carica che ricopre. In una democra zia, fino a prova contraria, de cidere se qualunque persona è adatta o inadatta a guidare il governo, non è compito dei giornali: è compito degli elettori e soltanto degli elettori. Anche se la loro decisione può non piacere.
E pure tu non c'hai capito, diciamo, una mazza. O non vuoi capire. Perché pure tu ti dimentichi che il monellaccio si è venduto le candidature alle escort, cioè alle mignotte, in cambio non già (o non solo) di denaro, ma di prestazioni sessuali. E dai che ti soffermi sull'importanza del gradimento degli elettori, come se qualcuno davvero lo mettesse in dubbio. Berlusconi viola la legge, l'ha sempre violata e continuerà a farlo. I fatti sono davanti a tutti eppure ogni giorno spuntano ernesti galli della loggia a ribadirci che i giornalisti sbagliano ad additarlo come uno che occupa indebitamente e indegnamente la sua carica.
Ma va', va'...

3 set 2009

L'autorevole parere del nemico

Quello che fa veramente male quando vai a leggere il Giornale (sì, quello fondato dalle mani grinzose di Montanelli e ora nelle manine curate di Feltri) non sono tanto gli articoli. E' l'unico quotidiano fatto solo di editoriali, ossia di articoli opinionistici, e vabbe'. E' l'unico quotidiano che si riconosce aprendo una qualsiasi delle prime pagine, dal tenore picaresco dei titoli.
Quello che davvero colpisce al cuore sono i commenti dei lettori. Non guardateli, non leggeteli o davvero c'è da mettersi le mani nei capelli, chi ce li ha.
ora silvio e' stato votato da quasi 13 milioni di italiani..quindi va da se che se lei insulta lui insulta anche questi 13 milioni.. ..ma voi sinistri chi credete di essere.?? I MIGLIORI.??
Ecco, io sono un po restìo a dare credito a questo teorema, che poi è lo stesso propugnato da Berlusconi: che avendo avuto lui la fiducia della maggioranza degli italiani ha evidentemente stabilito un contatto intimo e profondo con ognuno di questi 13 milioni di individui tale che ogni affronto nei suoi confronti automaticamente si trasmette a mezza italia tipo stigmata. Il corollario poi è che in virtù dell'investitura lui può fare un po' come cazzo gli pare, ma d'altronde non è questo il significato di Libertà, Partito della ?
Ma se anche fosse sai che ti dico?
Che se son tutti come questi commentatori qui, mi sento confortato nell'insultarli tutti e tredicimilioni.

PS Dubbio dell'ultim'ora. Ma non è che votando Silvio, sempre per opera della stigmata che si acquisisce, oltre a offendersi quando lo insultano si prova piacere quando tromba? Perché se è così si spiegano taaaaante cose...

30 lug 2009

Il buco della serratura...

(Se ne è scritto di tutto e di più ma dato che ci perdo regolarmente la calma, due parole fatemele dire).
Ultimamente va di moda un'espressione, o meglio una frase compiuta, che recita più o meno "Basta guardare il privato del premier dal buco della serratura, i problemi dell'Italia sono altri". L'ultima l'ho letta proprio stamattina su un quotidiano gratuito, a opera di una cosiddetta giornalista che manco voglio nominare.
Il buco della serratura suggerisce uno scrutare squallido, da voyeur, da porconi patentati che non si fanno gli affaracci loro e si impicciano della sacrosanta intimità altrui. Ecco come i sostenitori del premier definiscono quelli, mi ci metto anche io, che gradirebbero vederci chiaro.
Dimenticano, questi parolai prezzolati che si fingono saggi, alcune cose.
  1. Almeno una di queste mignotte è stata ripagata con la candidatura in una lista elettorale alle provinciali di Bari - e questo è un fatto;
  2. C'è un'inchiesta aperta a Bari sullo sfruttamento della prostituzione che riguarda il giro frequentato da Silvio;
  3. Prima che le tappassero la bocca, la ex-minorenne che ha dato la stura allo scandalo ha candidamente affermato di stare valutando se da grande vuol fare la soubrette in TV o la deputata in Parlamento - "deciderà Papi";l
  4. Questo è il meno, lo so: ma il governo Berlusconi si fa latore di un programma cattolico basato sulla famiglia tradizionale e su ferrei principi morali - quindi magari a chi lo vota dovrebbe interessare che lui "non è un santo", come ci ha sbandierato ilare e buffonesco ai quattro venti.
Guardatevi questo breve intervento di Travaglio e ricordatevi che tutto quello che dice è suffragato da fatti e non da lascive occhiatine dal buco della serratura.

4 giu 2009

Riflessione della mattina presto

...e cioè fatta in treno mentre andavo in ufficio.
C'è questo articolo su Metro, un confronto tra Cofferati (PD)  e Borghezio (Lega) su una decina di problematiche a livello europeo. Facile facile: domanda, risposta dell'uno, risposta dell'altro.
Mi sono intristito se possibile ancora di più, in vista delle elezioni di questo weekend. Da una parte Borghezio (cioè, avete presente chi è Borghezio, sì?) risponde: faremo questo, faremo quello, faremo quest'altro. Azioni condivisibili per un buon 70%, semplicemente dettate dall'applicazione del buonsenso alla politica. Cofferati invece si produce in una dozzina di diverse declinazioni del seguente concetto: "in europa serve una politica fichissima, e io lo sono (fichissimo)". Roba politichese che non significa una benemerita minchia (scusatemi per "benemerita"). Propositi zero. Concretezza zero. E' come se, poniamo, la mamma manda Pierino a fare la spesa e scrive sulla lista in bella grafia: un chilo di, due etti di, una confezione di. Ben maturi, e mi raccomando fai una gran bella spesa.
E il fine settimana si avvicina e io tremo, da una parte perché dovrò ancora decidere se dare il mio voto a 'sta gente e dall'altra perché andiamo incontro all'ennesima vittoria schiacciante dei fascisti, dei razzisti e del Clown (parole del quotidiano comunista The Times).

8 apr 2009

DisgusTG1

Non ci volevo credere ma carta, o meglio video, canta. E manet, porca pupazza.
Per i più pigri: durante un'edizione del TG1, la conduttrice si vanta per due minuti - snocciolando cifre maniacali edizione per edizione - del grande share di audience accumulato dallo stesso TG1 nell giornata del terremoto in Abruzzo. Lei lo dice, qualcuno gliel'avrà scritto, qualcun altro avrà approvato e messo il timbro.
SENZA PAROLE. Grande Andrea Giubilo, direttore fresco fresco di nomina. E' per questo che pago il canone?
...Boicottiamolo. Preferisco guardare Fede per una settimana.

14 gen 2009

Quando si dice propaganda vincente

Giro per le strade, stamattina, ancora mezzo rimbambito dal sonno, cercando di svegliarmi col vento freddo (o presunto tale) sulla faccia. E le punturine di pioggia sulla pelle, quelle che danno abbastanza fastidio da farmi lagnare ma non abbastanza da farmi aprire l'ombrello - che pure protesta rimbalzandomi contro la coscia.
E dopo questo poeticissimo incipit, veniamo al dunque. Mi salta all'occhio il verde-prato del nuovo manifesto del PD (Partito Democratico, per i poco informati. Quello di Veltroni). C'è un titolo, Gaza, e una frase che recita più o meno "fermare la guerra, negoziare la pace".
E rimango colpito. Quasi folgorato.
Cioè, poche parole. Così semplici, lapalissiane quasi, eppure così geniali. Perbacco, fermare la guerra. E chi c'aveva pensato? Negoziare la pace, addirittura: assurdo che gli operatori internazionali non abbiano colto al volo l'uovo di Colombo e applicato il fulminante suggerimento dei pensatori del PD. Andiam, cavolo, andiam a negoziar.
...
Cioè.
Io vorrei sapere chi è il Goebbels che ha convinto i vertici del partito a spender soldi per 'sta minchiata. Ma chi avete al marketing, Topo Gigio? Fate a gara a chi sforna la frase storica più ridicola? Perché nessuno ancora si rende conto che quando non si ha niente di sensato da dire si fa meglio a STARE ZITTI? Invece di coprirsi di ridicolo e per l'ennesima volta farmi venire l'orticaria da matita copiativa (detto anche Herpes dell'Elettore) a ricordarmi che vi ho dato il voto?
Forse hanno voluto scimmiottare le solite uscite del Papa, o meglio dei Papi: "Basta agli scontri, fermate la violenza". Inutile ugualmente, ma almeno nel suo caso a fare l'appello è il capo del maggiore sistema religioso occidentale. Non Topo Gigio, con tutto il rispetto per Topo Gigio.
Smetto di scrivere, quest'herpes dell'elettore è tremendo.

11 dic 2008

E invece ci ritorno

Io sono molto critico con la cultura omosessuale maschile, che essendo tanto glamour va parecchio d'accordo con i media di tutti i tipi. Come dicevo altrove, sono pure uno di quelli che alla vista di due maschietti che si baciano sono fortemente tentati di chiudere gli occhi e non riescono a reprimere un brivido sulla nuca. Sono pure fra quelli convinti che una coppia omosessuale non abbia i requisiti per fare da genitori ad un bambino. Per finire, avevo già scritto ieri che c'era poco da dire sulla censura operata dalla RAI ai danni de I segreti di Brokeback Mountain, condannata più o meno unanimemente da tutte le parti. E invece oggi m'è caduto l'occhio su un sondaggio del quotidiano gratuito City, uno di quei sondaggi a cui si risponde via SMS. La domanda fatidica era se fosse nel giusto o meno la RAI in questo frangente.
Il 40% dei messaggi di risposta, forse 45%, era su questi toni: ma quale censura? bisogna proteggere i nostri bambini dalle anomalie di natura / hanno fatto bene, i nostri bimbi vanno protetti dalle perversioni e dallle volgarità / a me i froci fanno schifo. Sapevo già che il trend era in netto cambiamento, sia chiaro: chi prima si nascondeva ora viene allo scoperto, e le nuove generazioni sono molto più sensibili della mia al fascino del nazional-socialismo e delle teorie a supporto. Però leggerlo così, esplicitato da una percentuale così alta del campione, mi ha colto di sorpresa. Potrei per l'ennesima volta ripetere che trovo assurdo come tutti questi genitori preoccupati per l'equilibrio naturale (!) dei propri figli non abbiano nulla da ridire su quello che si vede tutti i giorni di pomeriggio (e non in seconda serata) sulle reti nazionali. A quanto pare il sesso gratuito commerciato nei vari contenitori pomeridiani va benissimo - anzi come insegna Silvio l'uomo macho che concupisce tante donne (di facili costumi) alla luce del sole fa figo e aiuta nei G8. La volgarità verbale e visiva della maggior parte dei programmi di intrattenimento ci sta bene. L'omosessualità femminile appare talmente "naturale" che nessuno (nemmeno i suddetti genitori preoccupati) ha mai levato l'indice a condannarla, ma non mi sembra sia così diversa concettualmente da quella maschile. Potrei ripetere tutte 'ste cose, e argomentarle, ma temo sarebbe inutile e non ho tutta la giornata a disposizione.

(L'ironia della sorte è che la RAI, sapendo già il vespaio che avrebbe sollevato, si è ben guardata dal sostenere ragioni censorie: anzi, ha addotto improbabili motivi tecnici ed ha assicurato tutti che avrebbe mandato in onda la versione integrale a breve. Della serie: so che la mia posizione è indifendibile, la butto in caciara e faccio promesse che non manterrò così salvo capra e cavoli).

Notina al margine. Tradotto con un po' di fantasia ma non troppo, Brokeback = "rotto dietro". Ma cercarsi un'altra montagna questi noo? ^_^

10 dic 2008

Report del 10 dicembre

Si tromba solo sull'Isola. Abbiamo scoperto che le effusioni omosessuali maschili in seconda serata in RAI non possono andare. Ne è stato detto di tutto di più, aggiungo solo che (pur essendo io uno di quelli a cui darebbe fastidio) evidentemente è più facile tagliuzzare un film da tre Oscar, un Leone d'Oro e diversi Golden Globe piuttosto che sbarrare la strada alle puttanelle in prima serata (e pomeriggio) della Ventura. Per dirne una.

Oggi interroghiamo... Il deputato leghista Salvini ha fatto un'interrogazione parlamentare perché il suo account Facebook è stato sospeso senza spiegazioni. E si vanta pure che forse aveva usato troppo il famoso social network durante un lungo intervento "di ostruzionismo" della Sinistra in una seduta. Cioè, giocherellava su Facebook durante la seduta in Parlamento, perché poverino si annoiava. Prenderà la pensione da parlamentare anche per questi atti eroici.

Ma un bel calcio in culo per noia? Perché si annoiavano, i piccini. Che avranno mai fatto di male quando hanno procurato 6000 euro di danni alla stazione ferroviaria di Avigliana, presso Torino. Così rispondono agli agenti. Così li giustificano alcuni genitori. Suvvia, che sarà mai, non hanno mica picchiato qualcuno. Questa della noia oramai è la giustificazione per eccellenza dei teppistelli della medio-alta borghesia cittadina, da quelli che distruggono le strutture pubbliche a quelli che bruciano barboni. (Ai deputati che giocherellano su Facebook in Parlamento, vedi sopra). Si potrebbe tenerli impegnati a calci nel sedere, mentre spazzano le strade tutte le mattine alle cinque.

Quelli che mastellano. Per due settimane consecutive, facendo zapping alla domenica, ho intravisto Mastella come inviato speciale della Ventura a "Quelli che... il Calcio". Il pluri-indagato dittatorino di Ceppaloni ha trovato lo sponsor per tornare alla grande nel giro che conta, e lo fa facendosi pagare (da noi) per intervenire nel contenitore domenicale che fu (ahimé) intelligente e garbato programma di sport e intrattenimento by Fabio Fazio, ed è stato trasformato dalla solita Supersimo in una martellante (mastellante?) vetrina di mignotte, volgarità assortite, pseudo-opinionisti del Kaiser. La domanda più ricorrente delle ultime puntate è stata: ma insomma avete trombato o no sull'Isola? Vedi punto uno.

Note positive. Linko Aldo Grasso per l'ennesima volta, in questo frangente perché riporta l'ultima esilarante fatica di Checco Zalone - vero astro nascente nel piatto panorama della comicità italiana. Umorismo maestoso. Ce ne fossero altri.

7 nov 2008

L'avrà scritto Silvio?

Riporto l'ultimo commento sul blog del New York Times, dopo 46 pagine di scuse da parte di italiani indignati per l'arguto "joke" del nostro battutista nazionale. Il topic è stato chiuso per eccesso di risposte e - probabilmente - per evitare flame, altrimenti avrei risposto direttamente lì. Emblematico, a mio parere, di quanto certi italiani (più del 51% pare) abbiano compiacentemente offerto il proprio cervello in pasto alle minchiate di Berlusconi.

I’m Italian (I apologize for my bad english),
e qui potrebbe benissimo essere Silvio
but I can assure that everything Berlusconi said wasn’t offensive in any manner!
E sono d'accordo! E' solo cretino...
He was only hoping for clear and profitable coopeartion between USA and Russia.
Sul piano del cabaret, probabilmente. Gli offrirà un posto a Zelig?
All the negative comments in this pages was inspired by a communist TV talk show aired in this moment by the public television (paid with public money).
perché è risaputo che la TV di Stato in Italia è in mano ai comunisti. Comunque, chissà di quale programma parla. Sicuramente se lo saranno già visto in tutto il mondo, è per questo che il cosiddetto "insulto" è su tutte le prime pagine internazionali. Come sono capillari queste TV comuniste!
Americans don’t be fooled by such communists which are interested only in hated and unproductive debates!
Dev'essere proprio genetico in effetti. L'Odio Sociale! L'Astio Atavico! L'Uso CRIMINOSO del mezzo televisivo!
Americas got rid of them a lot of time ago, I hope that they will disappear from Italy too :)
Da un pezzo che sono scomparsi... lo stesso non si può dire degli acari nella testa di taaanti elettori.

Detto questo, se chiunque legga si trovasse in accordo con l'autore di questo simpatico pezzo umoristico, sono ansioso di leggere i suoi commenti e cominciare uno dei nostri famosi "dibattiti improduttivi" ;)

PS Ma come si fa a dare dell'abbronzato a un nero, CRIBBIO. Ma che è, tuo fratello? Noo... è solo il Presidente della nazione più potente del mondo...

4 nov 2008

RAI. Di tutto, di più...?

C'è da farsi accapponare la pelle quando si leggono certe interviste di certi senatori. E' il caso di questa bella uscita a tutto campo di Marcello dell'Utri, noto parlamentare piddiellista nonché condannato in primo grado (ma non con sentenza definitiva) per concorso esterno in associazione mafiosa e condannato in Cassazione per frode fiscale. Beh? Sorpresi? No dai, siamo seri, ormai è chiaro che il Parlamento italiano rispetta un certo tipo di norme non scritte - se non sono luridi non li vogliamo.
Insomma cosa ci dice il nostro Senatore. Sull'onda dell'appello all'ottimismo di Berlusconi, e contro l'odio sociale propugnato dalle Sinistre, la parola d'ordine è una sola: basta coi musoni ai TG. Le notizie, diamine, bisogna dirle con un certo garbo - dirle, certo, per carità, non siamo mica in fascismo - ma magari in un contesto più sereno o, che dire, spettacolare. Il servizio pubblico ai cittadini questo glielo deve.
Quali saranno, mi chiedo, i prossimi passi? Proviamo a immaginare.
  1. Sottofondo di risate, stile Striscia la Notizia o commedie americane, per le notizie più cupe (così il popolo si rassicura);
  2. Inframezzare i temi un po' più pesantini con una bella selezione di gaffe da Paperissima;
  3. Selezionare le giornaliste e i giornalisti con un apposito programma estivo, condotto dal Gabibbo, che perlomeno assicuri che i candidati e le candidate siano in grado di prodursi in stacchetti sexy sul cubo e sorridere sempre, stile nuoto sincronizzato;
  4. Alternare notizie vere e spot pubblicitari camuffati da informazione, col duplice scopo di sfidare il pubblico a distinguere il vero dal falso (ricchi premi a chi le toppa tutte), e gravare meno sui costi dell'azienda RAI radiotelevisione italiana;
  5. A tendere: trasformare progressivamente i barbosi TG in frizzanti reality show, in cui giorno dopo giorno gli spettatori premiano (con un SMS) le notizie più divertenti e decidono loro stessi a quali temi dare maggiore spazio e quali invece eliminare, naturalmente con il controllo che si conviene ad una TV di Stato: ad esempio, non sarà possibile eliminare il Gossip e lo Sport.
Non so voi, ma io comincio a spaventarmi.

6 ago 2008

I soliti tardivi

E una voce si levò stentorea dai seggi del Parlamento: gli azzurri non sfilino alle Olimpiadi, il regime va denunciato. Non tutti, fortunatamente. Ma quei pochi, Gasparri e baby-Meloni in testa, fanno notizia. D'altronde non si poteva mica dire qualche settimana fa: "noi i nostri non li mandiamo per protesta!". Eh no, sai quanto c'è da perdere a una mancata partecipazione alle Olimpiadi (chiariamoci: sarebbe stata una richiesta disastrosa ma almeno coerente). Meglio fare la sparata adesso che ormai i giochi (e non i Giochi) sono fatti così portiamo a casa la nostra porca figura, alla faccia del Governo di destra.
Quanta ipocrisia... E non parlo solo dei nostri. Chissà chi decretò la Cina come Paese ospitante tanti anni fa. E non è che la "questioncina" tibetana vada avanti dall'altro giorno. Però adesso fa tanto comodo cavalcare le manifestazioni di dissenso.
E per una volta mi sento dalla parte degli sportivi. Che qualcuno avrà già definito egoisti, per voler mettere i propri sogni di fronte alla necessità dell'ultim'ora di manifestare il dissenso. Cioè questi si sono fatti il mazzo per anni, e non parlo di quelli abbonati ma dei tanti giovani nuovi che si sono guadagnati col sudore la prima sfilata alle Olimpiadi, che - ricordiamolo - per parecchi sport è la massima cerimonia alla quale aspirare nel corso della propria vita. Però no, dato che qualcuno anni fa si è messo a tavolino e ha designato la Cina - che allora non era un Paese più liberale o meno spietato di adesso - e io sono stato tanto sfigato da aver raggiunto il mio apice atletico proprio in questo periodo, tanto piacere e disertiamo la cerimonia di apertura. D'altronde che vuoi che sia, fra quattro anni ci riprovi noo?
Mentre c'è chi i prossimi quattro anni li passerà a grattarsi le gonadi in Parlamento e a dire minchiate.

23 lug 2008

Piccino di mamma...!

Poverino Fassino!
Pensate che ha dovuto persino faticare a rassicurare mammà sull'immondizia indegna che gli ha riversato addosso il "gola profonda" di Telecom. Il PD tutto si è indignato e ha avuto parole di fuoco: "mascalzonata", "follia", "provocazione", "vergogna", "disgusto". Solita reazione compostissima di coloro che ho votato (!). Invece di avere il buonsenso non dico di starci zitti, ma almeno di metabolizzare serenamente (e pacatamente, massì) dicendoci fiduciosi nel lavoro della magistratura - come siamo stati fino all'altroieri, dico bene? - che facciamo? Esprimiamo disgusto. Per questi giornalisti che sbattono tutto in prima pagina. E non sono mica intercettazioni queste, attenzione... sono i futuri atti di un processo (se è vero che le stesse dichiarazioni sono già state rilasciate ai magistrati). E così facendo produciamo un assist mostruoso per i cari amici del PdL che esprimono solidarietà: eh sì, vi comprendiamo bene, dicono scuotendo il capo e riempiendoci di pacche sulla schiena, ci siamo già passati noi. Ve lo dicevamo che era un casino con 'sti magistrati e 'sti giornalisti. Dai dai, che adesso li sistemiamo a dovere con un bel provvedimento bipartisan.
Bravi, proprio bravi.
Perché finché si tratta di cavalcare le vicende giudiziare altrui va tutto bene, mentre quando si tocca l'orticello di casa è lo sdegno a farla da padrone. Come suonano inconcepibili accuse simili verso chi fino all'altroieri andava a braccetto con i Mastella del caso!
Mi dà fastidio. Mi disturba. Almeno Silvio ci ha detto chiaro e tondo che questi lo braccano e lui se ne vuole tirar fuori, ed ecco il Lodo Alfano (causa ==> effetto). Invece i nostri no, i nostri sono untouchables per definizione, e birba chi la pensa altrimenti. Non bisogna nemmeno pensarci a queste cosacce. Poi uno si sorprende di leggere i commenti che fanno i sostenitori dell'altra parte, che ironizzano sulla proverbiale statura morale e culturale sempiternamente decantata dalla Sinistra. E' tristemente vero.
Chiarisco un punto. Se vogliamo parlare della legittimità del fatto che un indagato rilasci interviste ad un quotidiano nello stesso tempo in cui fa le sue deposizioni ai PM, non nascondo le mie perplessità: ma è così da sempre, e indignarsi solo ora sa di stantìa rosicata.

21 lug 2008

LEGAtelo

E dopo qualche settimana di tranquillità in cui quasi quasi veniva di rivolgersi a lui per trovare un minimo di buonsenso in questo governo, il Senatùr torna in sé e ci illustra le sue opinioni sull'inno di Mameli. Non commento lo stile, che è il solito a cui siamo abituati - tanto rimarrà lì impunito e non vale manco la pena di prendersela. Una riflessione invece: guarda, sciur ùmbert, che ormai Roma Ladrona siete voi. State nei palazzi del potere (a Roma). Avete la vostra grossa fetta di Parlamento (a Roma). Il Capo del Consiglio l'è meneghin. L'unico partito a base meridionale si è suicidato nel PdL per la sopravvivenza dei singoli. Come dovrebbe da rubba' Roma, se a Roma a comandare ci state voi?
Lasciamo perdere i piccoli problemi interpretativi sull'immortale testo mamelico (non è l'Italia schiava di Roma, ma la Vittoria). Non mi aspetto che lo capisca. La cosa preoccupante è che questi stanno tornando alla carica sul fronte della scuola. Al Nord insegnanti del Nord. E poi basta Pirandello o Sciascia - due fresconi qualsiasi, due scrittori "regionali" - adesso si legge Cattaneo. Che, voglio dire, massimo rispetto, ma non è un romanziere. Fu pensatore, politico, saggista e quello che vuoi, ma spiegatemi come potrebbe essere posto in alternativa a Pirandello. Perché non studiare Mazzini allora? Che pure lui era del Nord ma non era proprio proprio federalista... Quello meglio lasciarlo in biblioteca, eh, onorevole Bossi e onorevole Goisis? hai visto mai che rimpinzasse le delicate teste dei bimbi longobardi con quelle storie sull'Unità d'Italia...

16 lug 2008

Celentano, sei "lento"

Rinnovo quest'oggi la rubrica "Ma perché non stai zitto?" inaugurata ormai diversi mesi fa. L'occasione me la offre una lettera al Corriere di Adriano Celentano sul caso della giovane Eluana Englaro, in stato vegetativo da 16 anni, per la quale forse il papà ha ottenuto l'interruzione delle cure.
Premessa. Non sono cattolico e nemmeno credente: sono agnostico. Al contempo, sono uno di quelli che da sempre ripete alla sua compagna: qualsiasi cosa succeda, tu lasciami lì a vegetare. (Forse proprio in funzione della mia assenza di sicurezze sull'aldilà, ma questo è un altro discorso).
Allora, a questo padre che io definisco coraggioso, cosa suggerisce in sostanza il Molleggiato? Con grande tempismo e rispetto dell'altrui condizione, gli dice: "E se, contrariamente all'apparenza, Eluana fosse in uno stato di serenità? e se stesse aspettando tranquilla di entrare nell'altra vita? o chi lo sa, di tornare in questa?".
Ma facciamo un passo indietro. Questa ragazza entra in coma nel '92. Nel '99, dopo sei anni di attesa, il papà deposita la sua richiesta per l'interruzione delle cure che porterebbe alla morte definitiva del corpo. Sei anni per fare questo primo passo, sicuramente per via della burocrazia ma, tanto per provare a sfiorare appena cosa è passato per la testa di un uomo in una situazione simile, sei anni per convincersi che davvero non c'è più nulla da fare e che è arrivato il momento di rispettare la volontà, più volte in precedenza appalesata, di sua figlia.
Purtroppo la legislazione italiana in materia come spesso capita è insufficiente, quindi la richiesta viene valutata da tribunali su tribunali, uomini, pareri soggettivi, il tutto condito da lunghissimi tempi burocratici. Per la felicità di questo padre che, dopo aver preso la decisione più difficile che un uomo possa anche solo concepire, viene pure lasciato in anticamera per nove (9) anni. Ma l'argomento è scomodo, come ti muovi sbagli, e per snocciolare una sentenza ci vogliono palle e senso di responsabilità: nessuna sorpresa che la si sia tirata per le lunghe - addirittura per gli standard della legge italiana.
Dunque, il signor Englaro passa quasi un decennio a convivere con la sua decisione, a pensare e ripensare e ripensare ancora se si è comportato da buon padre, se non avrebbe potuto aspettare un altro po', se davvero ha fatto tutto ciò che poteva per sua figlia. Presumibilmente riesce anche a farsene una ragione. Ad emergere dal suo personale oceano di dolore, aggrappato ad una zattera di determinazione, magari anche "incoraggiato" dal fatto che in sedici anni nulla è cambiato.
Dopo vari tira e molla in diverse sedi, finalmente arriva la sentenza: sia fatta la sua volontà, con il "sua" minuscolo, ossia della ragazza. Insomma, si può staccare tutto. Fine della storia? Macché... come c'era da aspettarsi, l'episodio scatena feroci lotte filosofic-cultural-religiose, sempre per la gioia del signor Englaro che probabilmente cerca invano di ripetersi che è tutto finito. Tutti mettono bocca, perché il caso ha una risonanza notevole: sarebbe la prima sentenza in tal senso di un tribunale italiano. Se passa un precedente del genere, ragiona la Chiesa con le sue coorti bioetiche, sono cavoli acidi. Ovunque si parla di questa ragazza, che tutti adesso chiamano per nome arrogandosi una familiarità che non gli compete, a sostegno dell'una o dell'altra tesi. Le cose si complicano, anche i giudici che hanno emesso il verdetto si tirano indietro, sostengono che la responsabilità non debba essere la loro.
In questo clima di generosità e comprensione, arriva pure la perla di saggezza di Celentano che, non avendo di meglio da fare, dice al signor Englaro: "Ma ci hai pensato bene? Non è che stai a fa' una cazzata? Comunque sappi che ti sono vicino". Aaah grazie Adria', mi serviva proprio.

Spero che questo padre sia forte dentro quanto io probabilmente non riuscirei a essere. Che perlomeno sia davvero riuscito, in tutto questo tempo, a mettere da parte la sofferenza e a costruirsi una corazza contro le pubbliche opinioni dei vari grilli parlanti. Personalmente vorrei solo il silenzio e il buio.