Sarò violento.
Perché da sempre cerco di autoimpormi di non parlare di reality. Di non dare troppa importanza, almeno in questo spazio, alla tv spazzatura. Però è dall'altroieri che me la tengo e quindi, qui e adesso, la rigurgito.
Personaggio estremamente intelligente e furbo che ha fatto dell'ambiguità il suo stile di vita. Attore/trice/gli/le/loro, show-girl/boy/etc (e in quanto tale attivissimo sponsor di sexy-shop), opinionista (e meno male che questa non è declinabile) e, grazie alla scriteriata opera della defunta estrema Sinistra, parlamentare italiano. (a/gli/le). E lasciamo perdere che a mio parere per rappresentare la repubblica italiana ci vorrebbe la dignità di spogliarsi un pochettino delle proprie ambiguità: sarebbe stato come chiedergli di smettere di respirare. E lui(/lei/gli/loro) da questo punto di vista è sempre stato molto coerente. Senza contare che i Rifondatori non l'avrebbero mai candidato perché avrebbe perduto il suo appeal trasgressivo.
Ma non è di questo che volevo parlare: soffermiamoci invece sulle sparate penose del sig. Ferrero, segretario di Rifondazione. "E' il nostro Obama, si candidi". Perché, sapete, la politica tutta ha commentato il grande evento, chi positivamente (per non perdere i voti dei suoi elettori) chi meno (per lo stesso motivo). Cioè.
Il risultato di uno degli show più nefasti che mai la TV italiana ricordi, è assurto ad argomento di dibattito politico.
(D'altronde si tratta del programma di punta della televisione nazionale. Grazie a milioni di rincoglioniti che se lo guardano).
E' con un misto di compassione e rabbia sorda che guardo come si è ridotta la Sinistra, o sedicente tale, italiana. Contenti come se avessero vinto le elezioni. Contenti come una banda di beoti. Ma guardate come si attaccano, disperati, al mediatico successo del loro ancor più mediatico pupillo(/a/gli/le) cercando di strappargli una candidatura alle europee e sventolando paragoni che solo una mente obnubilata da droghe potrebbe concepire. Ancora una volta sono costretto ad ammettere che vi meritate fino in fondo la fine che avete fatto. Luxuria, dal canto suo, si è pure permesso di fare il signore(a/gli/le) e dire che dopo gli ultimi deludenti risultati non si ricandiderà: si dedicherà al teatro e a scrivere libri di favole transgender per bimbi. (Ma che vor di'???).
Che nostalgia dei comunisti veri, quali ancora vi proclamate. Detto da un conservatore prestato al centro-sinistra, suggerisco di rinfrescarci le idee col bellissimo testo di Giorgio Gaber: Qualcuno era Comunista. Gustatevelo tutto, ché ne vale la pena. Mi gaso persino io che sono tutto tranne che comunista.
E alla fine torno a intristirmi.