06/nov/2009

Comunicato

Ai miei 4 affezionati lettori, avrei voluto dire tante cose in questi giorni. Da Marrazzo in poi. Che, ad esempio, la differenza più grande tra lui e Silvio non è che uno lo prendeva e l'altro lo dava, ma che Natalì non ce la siamo ritrovata candidata(o) da nessuna parte.
E parlare di crocifissi nelle aule. Di reazioni politiche e non. Di risposte a domande e di Vespa.
Invece vi chiedo solo di pazientare, cari Affezionati Quattro. Tempi duri e oberati di lavoro mi gravano sul capo, e all'orizzonte parimenti mi aspettano, temo fino a Natale.
Ma siate fiduciosi. Non può piovere per sempre.

16/ott/2009

Luca era gay...

Prendo spunto.
Prendo spunto da un sincero editoriale di tale Renato Farina, su Il Giornale di lunedì, che si chiede "Ma a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un
omosessuale single che un padre di famiglia?". Non commento perché solo chi ha i sassi in testa potrebbe trovare qualcosa di costruttivo da dire al riguardo (o, se è per questo,
continuare a leggere quel quotidiano lì con spirito diverso dalla profonda pena che ho provato io). Ma prendo spunto.
Come prendo spunto da almeno un paio di ulteriori
episodi:
Prendendo spunto da tutto ciò, chissà che discorso sui massimi sistemi, penserete voi. E invece parliamo di televisione. Faccio un parallelo tra due serial che apparentemente hanno poco in comune: Distretto di Polizia (produzione italiana, Taodue, Mediaset) e Torchwood (BBC, spin-off del più famoso Doctor Who).
Che invece una cosa in comune ce l'hanno: sia il commissario Luca Benvenuto che il Capitano Jack Harkness sono, dichiaratamente, gay. E sono i personaggi principali delle due serie (per quanto riguarda Distretto si parla solo delle ultime due stagioni, in cui Benvenuto è stato promosso sia nella realtà che nella finzione).
Ma, c'è un ma. La grossa differenza è che Capitan Jack è un gay che si comporta da gay vero; il commissario Benvenuto, una volta assurto al ruolo di protagonista, ha cominciato a diventare perlomeno bisex. Ossia ha iniziato un tormentato tira-e-molla con l'amica e convivente di sempre, inclusi baci e trombate. Ora il solito dietrologo potrebbe pensare: ecco, finché si trattava di un comprimario il frocio operativo faceva tanto glamour e colorava la fauna. Adesso che è il capo, fermi tutti! bisogna farlo rientrare nei ranghi così nessuno storce il naso, acchiappiamo più donne e gli uomini si sentono machi pienamente rappresentati. Luca era gay, ma adesso sta con lei, verrebbe da dire. Magari nelle prossime puntate si scoprirà che andava a uomini per via di un trauma infantile.
Storia del tutto diversa per Jack Harkness. Flirta con donne, certo, ma quando si tratta di fare sul serio lo fa con uomini. Coerentemente. Il finale della prima stagione viene introdotto da una puntata molto commovente, che termina con ballo a due e bacio esplicito: tra Capitan Jack e il suo uomo, ovviamente. E un omofobo come me non ci ha trovato nulla da eccepire: era giusto, ci stava bene dal punto di vista della narrazione, e l'ho trovato perfino romantico - come voleva essere.
Ma qui parliamo di BBC, mica di Mediaset.

07/ott/2009

Bocciato il LODO? GODO...

E adesso però dateci dentro. Senza pietà. Levatecelo di torno. Lui e, aggiungerei, tutti quelli (semplici elettori compresi) che lo volevano impunito. Che sia di buon auspicio il vaticinio dell'Avvocatura di Stato di qualche tempo fa: "Impossibile rinunciare al lodo Alfano, potrebbe addirittura doversi dimettere" il poverino. Aspetto con ansia i moti popolari prospettati da Bossi e dai suoi amici con le consuete modalità da mafiosetti di provincia, o meglio da bimbi che si credono tali. Aspettiamoci di tutto invece dall'avvocatame berlusconiano.
Ma avanti, cavolo, avanti.

01/ott/2009

La difficile scelta tra il Vuoto e il Male

Parliamo ancora di libri, o meglio di lettori.
Se sia più nobile, diceva quello, rimanere nel Vuoto cosmico culturale e far parte di quella maggioranza (ma non più tanto) che legge meno di 2 libri l'anno, dove spesso tendiamo a zero, oppure leggere come dannati solo narrativa di bassa qualità ritenendo che si tratti del massimo sul mercato. Rimarco doverosamente l'ultima postilla: ritenendo che si tratti del massimo sul mercato, perché qualora il lettore sia sull'avviso che sta leggendo nel migliore dei casi roba commerciale, è suo pieno diritto bearsene comunque. Tanto per chiarire facendo qualche nome: meglio il giovine poco interessato alla lettura, o il giovine che si ciba di tutto ciò che esce dalla scriteriata penna dei vari Moccia pensando che non esista di meglio? Voi direte: basta che legga! E io non ne sono più tanto sicuro. Perché ci sono una serie di conseguenze.
Mondo ideale. Il bravo scrittore Tizio produce un capolavoro. In quanto capolavoro, la casa editrice Pomodori lo legge e lo pubblica, e gli dà grandissimo risalto perché sa che il testo è di alta qualità e quindi avrà un grosso seguito. Migliaia, che dico migliaia milioni di lettori fanno la fila in libreria per leggere l'ultima opera di Tizio: risultato, i milioni di lettori sono contenti e si beano di una cosa buona, la Pomodori fa i soldi ed è soddisfatta per aver guadagnato con un prodotto di qualità, Tizio fa i soldi anche lui ed è spronato a continuare su questo binario della robbabbuona. Vissero felici e contenti, sipario.

Mondo Vero. Tizio produce un capolavoro, e Caio una cagata pazzesca che però è molto appealing per i gggiovani. Mandano entrambi il manoscritto all'editore Pomodori che dovendo scegliere (non è che pubblichiamo tutti qui alla gloriosa Pomodori!) cestina Tizio e fiuta l'affare su Caio. Monta su una campagna pubblicitaria mostruosa e accattivante presentando Caio come il nuovo talento della narrativa italiana nonché l'unico, vero interprete delle coscienze giovanili. Masse di fanciulli accorrono a impiegare la paghetta nello sconcio, leggono perché la storia tocca le corde giuste e cominciano ad acquisire il modello. Mettiamoci pure che genitori e scuola finora non gli hanno fatto amare granché la lettura e quindi come termine di paragone hanno nel migliore dei casi classici poco adatti a loro bollati come mattoni illeggibili: lo stile diretto e il gergo terra terra di Caio li conquista da subito. Grande successo, folle che aspettano Caio fuori dalle librerie, film in gran copia, l'autore comincia a credersi Vate e perpetua il mito del profeta. La Pomodori gongola e comincia a preparare la prossima campagna senza manco sapere cosa scriverà Caio nel suo prossimo blockbuster, tanto basteranno pochi accorgimenti per adattare il tutto. Il termine qualità perde di significato e confonde causa con effetto: dal "è buono quindi vende" al "vende quindi è buono". Tizio smette di scrivere, o alla peggio comincia a produrre panettoni scimmiottando Caio e sperando che ci sia posto pure per lui nella grande torta. La critica si adegua. I dissidenti vengono tacciati di bruciante invidia e messi a tacere. Sipario.

22/set/2009

Faccio il cinico

Proprio ieri sera riflettevo sul comportamento delle istituzioni di fronte all'ultimo lutto della missione italiana in Afghanistan. In particolare sulla polemica relativa al famoso minuto di silenzio da osservare nelle scuole, diramato dal ministro Gelmini, e sul rifiuto più o meno ribelle - a seconda dei casi - di alcuni presidi. Proprio ieri, in particolare, discutevo con la mia paziente metà dell'insensatezza di tutto questo. Stamattina sul Corriere leggo che una preside romana ha fatto la mia stessa identica osservazione: ma allora i morti sul lavoro?
Sottoscrivo in pieno. E' una grossa baggianata. Giusti i funerali di stato, giusto il cordoglio etc, ma ricordiamoci sempre che stiamo parlando di militari volontari in zona di guerra. Gente consapevole che sa a che rischi va incontro. Gradirei che le Alte cariche, i ministri della Repubblica e compagnia bella elevassero il proprio cordoglio e il proprio monito in maniera doppiamente vigorosa nel momento in cui il povero operaio dell'acciaieria resta sotto una macchina (sempre nell'adempimento dei propri doveri, o no?) o muore tra le fiamme o soffocato dentro stanze infernali. E sta lì perché non può fare altrimenti, e non denuncia le condizioni di pericolo perché altrimenti perderebbe il lavoro, e va avanti nonostante tutto e non prende certo il bonus perché sta in zona di guerra. E per lui la fine dellla missione è la pensione, sempre che ci arrivi.
Potrà sembrare retorico cinismo. Io dico che è falso senso dello spettacolo quello che stanno mostrando le istituzioni - e qui davvero non c'è colore politico, sarebbe controproducente per tutti fare quelli controcorrente in queste occasioni.
(Lo so che qualcuno mi dirà che i soldati rappresentano la Nazione e quindi ciascuno di noi e blablablà. E allora perché ogni santa volta che succede una cosa simile tutti insorgono e chiedono di ritirare le truppe? Altra cazzata. Ci siamo presi un impegno, un impegno difficile certo, e questo impegno viene assolto da specialisti formati apposta, e cioè i soldati. L'impegno lo ha preso un governo espressione della volontà degli elettori, anzi più governi diversi, e gli elettori sono quelli che adesso a gran voce urlano di riportare indietro i loro ragazzi. Sarà un po' incoerente?)