14 dic 2010

Il potere dell'Informazione

Oggi vi segnalo una serie di topic molto interessanti di Lara Manni, scrittrice e blogger di rara acutezza attiva negli ultimi anni. Fanno parte del lavoro di ricerca per il suo nuovo romanzo, Sopdet, che vedrà la luce prossimamente.
Di che si parla?
Si parla del potere dell'informazione nella storia contemporanea, partendo dai fatti del 1977. I disordini, gli studenti, il governo, la polizia. Alcune cose le sapevo, altre le ho imparate. Al di là della natura di quanto emerge, la riflessione che vi propongo è proprio questa (come poco tempo fa anche Gianrico): l'affidabilità dell'informazione. L'informazione spogliata dell'oggettività e veicolata per formare l'opinione. Non solo nel merito, ma anche nel metodo: come si dà una certa informazione, pur rispondente a verità, e in che tempi, e con quale risonanza.
Leggete, leggete e meditiamo.

Aggiornamento. Veloce veloce, dati i disordini romani di ieri. Il tristemente famoso Black Bloc, le automobili in fiamme, il tridente messo a ferro e fuoco da questi cattivoni dei manifestanti. Vi riporto sempre da Lara Manni, che propone due fotografie interessanti.

13 dic 2010

Fiducia sì, fiducia no, fiducia un caz

...parafrasando un vecchio brano di Ricky Gianco. Domani finalmente scopriremo chi ha fatto la spesa più grossa al supermercato dei rifiuti organici.
Intanto però mi soffermerei sull'artefice della Crisi, il Salvatore, quello che alla fine si è ribellato e ha detto NO battendo i pugni sul tavolo, insomma il Co.Co.Co.Fondatore.
Quello della Bossi-Fini.
Quello che sta con Silvio dal '94.
Quello che lui, nel partito del predellino, giammai.
Quello che si è accorto l'altroieri che il suo amico (il Fondatore senza Co.Co.Co.) si fa i cazzi suoi. Ma non dall'altroieri.
Quello che per far numero, mortacci sua, rischia di riportarmi in auge il fallito dei falliti, categoria furbetti incapaci.
Quello a cui si sono aggrappati i cosiddetti centristi, anche quelli ex sinistrorsi ex verdi ex mi' nonno in carriola.

Spendo due parole anche per i suddetti. Voi, cari miei, siete coloro i quali hanno totalmente svuotato il termine Centro del suo significato politico originale. La definizione corrente è invece quella che segue:
Centrista: chi disperatamente si aggrappa, massaggiandolo con forza e perizia, al membro più grosso attualmente in vigore.

24 nov 2010

Domanda

Leggevo stamattina che, nel libro-intervista del Papa freschissimo di stampa, tra gli altri temi si fanno alcune importanti precisazioni sull'omosessualità. Le sintetizzo:
  • E' definitivamente contro Natura. E ci posso stare, gli animali non s'inculano (pare).
  • Non vanno discriminati. Meno male, il passo successivo sarebbe isolarli per ripararsi dal contagio. (Ma alla fine 'sti froci sono malati o no? Aneliamo nuove rivelazioni!)
  • Decisamente non sono compatibili col ministero delle fede.
La dico meglio, con le Sue parole:
Non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non avrebbe alcun senso.
Poi ci spiega meglio:
Sarebbe un grande pericolo se il celibato divenisse motivo per avviare al sacerdozio persone che in ogni caso non desiderano sposarsi, perché‚ in fin dei conti anche il loro atteggiamento nei confronti di uomo e donna è in qualche modo alterato, ed in ogni caso non è in quell'ordine della creazione del quale abbiamo parlato.
Infine un severo monito:
Usare molta attenzione affinché il celibato dei preti non venga identificato con la tendenza all’omosessualità.

Mi viene da chiedermi una cosa cretina cretina per la quale, ne sono certo, già esistono millemilamilioni di valide risposte: ma se è vero che ogni ministro di Dio, per contratto con l'Altissimo, deve mortificare la propria sessualità - e parliamo di desiderio carnale, platonico, autoerotismo, pensieri impuri e tutto quel che segue. Se è vero questo, dico. Allora, che cazzo cambia se il desiderio soppresso era di natura omo, e non etero? Tanto deve da spari' l'istesso. O no?
In parte ci viene a conforto l'estratto delle parole del Papa: 'sti omosessuali non si vogliono sposare, ci dice, che senso ha imporgli il celibato.
A-ehm. Non so se il Pontefice ha seguito le battaglie sociali degli ultimi, diciamo, dieci anni (ma sono sicuro di sì, visto che interviene puntualmente in tutte) molte delle quali sono volte a parificare il diritto di matrimonio indipendentemente dall'orientamento sessuale. Dove glielo consentono, 'sti omo si sposano pure, pensi un po'. Elton John docet.
Oltre a questo spero che non stiamo identificando la rinuncia più grossa del celibato sacerdotale con l'istituto del matrimonio perché, anche se è una brutta parola, vada a chiedere ai suoi novizi se è più difficile rinunciare al sesso o ad una suocera.
Banalizzo, lo so, ma non troppo.

23 nov 2010

Come la pensano gli italiani

Dunque, ieri sera finalmente mi sono visto Vieni via con me, chiacchieratissimo programma di Fazio e Saviano. Confesso di averlo fatto solo perché aspettavo l'intervento di uno dei pochi uomini che idolatro: Corrado Guzzanti. Lo liquido in due parole, perché mi ha fatto ammazzare dalle risate. Anzi, due parole e un video, così ve lo guardate da soli.
Ma non è di questo che volevo parlare. La trasmissione di Saviano e Fazio è, come da molti già segnalato, una palla densa di retorica, con pochi interventi notevoli (bellissima l'interpretazione della Mannoia) e tante tante frasi fatte. L'idea degli elenchi sarebbe carina se non fosse che nella maggior parte dei casi diventa un inno alle ovvietà. I pezzi di Saviano sono l'unica nota davvero interessante, se non fosse che per la maggior parte ripropongono il contenuto dei suoi libri (con qualche dato attualizzato), quindi per chi ne ha letto qualcuno diventano ripetizioni.
Però però.
Però, dicevo, per uno che legge tutte le mattine con curiosità le rubriche di posta dei quotidiani gratuiti, un valore aggiunto c'è. La scorsa settimana per esempio c'era un coglione (non riesco a definirlo altrimenti) che sosteneva che, mentre è indubbio che il merito dei successi contro le mafie sia di Maroni, è altrettanto indubbio che l'accresciuta percentuale di affiliazioni che le stesse riscuotono nell'ultimo periodo sia colpa della pubblicità di cui gente come Saviano le gratifica. Due minuti di raccoglimento, please.
...
E non era l'unico commento su questi toni, sia chiaro. Persino Maroni, ieri sera, autore di un apprezzabile ed equilibrato intervento, ha pubblicamente ringraziato magistratura e forze dell'ordine per i successi, rivendicando comunque una sua piccola parte come Ministro interessato (che in genere è quello che mette i fondi, roba non da poco, ma non equivale a svolgere un'indagine e rischiarci la pelle, insomma). Però gli italiani vanno oltre, o meglio rimangono sintonizzati sulle frequenze berluschine, quelle secondo cui a catturare il Sandokan di turno è sempre il Suo Governo (non lo Stato, attenzione) qualsiasi cosa significhi.
E allora mi dico, quando vedo le banalità snocciolate da Fazio, che forse molte di quelle tanto banali o scontate non sono. E magari fa bene che qualcuno le ricordi pedantemente e pallosamente in TV, e fa bene pure che ci sia polemica che tanto porta ascolti (chiedere Santoro).
Io però scusatemi, lunedì prossimo vado al cinema ;)

11 nov 2010

Ritorno dopo lunga pausa

In realtà, per un fatto singolare - o forse no - che mi ha molto colpito ieri mattina in metro.
(Ciao a tutti, bentornati a voi e a me).
Insomma, c'era questo vecchio. Pulcioso e barbone. Clochard, dicono i colti. Ad ogni modo, immaginatevi il prototipo del senza-tetto che immaginereste in un film nel ruolo del - indovina? - senza-tetto: barba lunga, capelli pure, ambedue in disordine, sarebbero bianchi ma invece sono ingialliti dall'usura. Cappotto lungo e sporco, odore di uno che non si lava da un po', lamento incorporato. Zoppicava per il vagone chiedendo individualmente l'elemosina.
Ora, io non faccio l'elemosina. Mai. Lascio monete a chi suona (o si esibisce in altro modo) se l'esecuzione mi piace, punto, per principio. Forse sono una testa di cazzo (lo potreste evincere anche dalla descrizione del soggetto di poco prima) sed sic est.
Alla mia destra sedevano due pie suore. Non mi chiedete l'ordine monastico perché non saprei. Due sante monache di Dio, comunque, le manine composte in grembo, l'espressione a metà tra l'estasi e la reprimenda. Brutte.
Passa il vecchio - che in un altro universo avrebbe potuto interpretare tranquillamente Caronte che, in piedi sulla sua barca stigea, urla "Guai a voi, anime prave!" - passa Caronte, insomma, e rivolge il suo gesto di supplica alle pie donne. Esse non danno segno di aver udito - o visto, o annusato se è per questo. Anzi, si alzano e senza frappor tempo in mezzo s'affrettano alle porte del vagone, hai visto mai dovessero mancarla.
Ecco, volevo dire solo questo. E volevo dire anche che non mi sono affatto sorpreso.

20 lug 2010

MADDECHE'??

Leggendo i quotidiani si imparano tante, tantissime cose. In particolare cito alcuni passi di un intervento di un lettore di Metro, inquieto per via del dichiarato intento di Rifondazione di manifestare contro Berlusconi. Perché, dice questo signore? Dopotutto:

  1. L'Alitalia dopo oltre due anni è ancora in mani italiane smentendo tutte le fosche previsioni delle sinistre;
  2. l'intervento, unico al mondo, in Abruzzo ci viene copiato da tutti all'estero;
  3. i rifiuti di Napoli sono solo un brutto ricordo;
  4. diminuiscono i cassaintegrati e la disoccupazione è al di sotto della media europea;
  5. i conti sono in ordine e stiamo uscendo dalla crisi meglio di tutti gli altri stati europei.
Che avranno ancora da lamentarsi, questi? Dice.

Ora, io non ho niente in particolare contro il lettore di Metro, che si firma pure e appare molto convinto. Anche se mi prudono i polpastrelli su ogni singola affermazione, mi faccio violenza se no comincio ora e finisco dopodomani. Provo solo un parallelo con un manifesto che ho notato in questi giorni a Roma, zona Rebibbia. Il manifesto, a memoria, recitava più o meno così

Porta i tuoi problemi ai piedi della Croce
Tu e la tua famiglia avete problemi simili a questi? Invidia, Liti, Vizi, Malattie, Maledizioni (etc).
C'è una soluzione! Potrai trovarla Domenica 18, ai piedi della Croce, in via xxxx (500m da stazione Termini).

Il tutto campeggiava intorno ad una mistica illustrazione raffigurante la croce cristiana e una folla di fedeli adoranti attorno. Ricordo di essermi chiesto come si possa credere ancora a queste baggianate. Magari, con una diffusione di un centinaio di manifesti, una decina di gonzi li hanno trovati.
Se oltre ai manifesti ci fosse pure una fitta schiera di programmi TV e radiofonici a diffusione nazionale e qualche quotidiano, probabilmente ci ritroveremmo 30 milioni di italiani ai piedi della croce. E' triste, ma funziona così. Viva l'informazione.

29 giu 2010

I soliti videogiochi

Non è possibile. Voi non avete idea dello scazzo - si può dire? sì, sto in casa mia - dello SCAZZO che mi prende quando leggo certe cose. Titolo e sottotitolo, dal Corriere:

È precipitato da un palazzo del centro di Salerno
Andrea aveva una grande passione per i videogame

Se vi chiedete dove sia il nesso, continuate a leggere. Se no, potete smettere qui e andate a leggere altrove (magari qualche bel sermone del MOIGE o del Comitato Psicologi Frustrati).
Per quelli che non sono andati a farsi le pippe mentali altrove: il nesso ce lo illustra poco dopo l'autore del pezzo, evidentemente connivente con la teoria:
Secondo gli amici e i vicini di casa, sembra che Andrea soffrisse da tempo di crisi di sonnambulismo ed avesse allo stesso tempo anche una grande passione per i videogame. Queste due circostanze fanno ipotizzare che il ragazzino possa essersi svegliato nel sonno e in preda ad uno stato di dormiveglia si sia portato sul balcone di casa per emulare – forse – qualche personaggio dei suoi videogame preferiti.
MORTE! MORTE! MORTE ai videogiochi! IL MALE sceso in terra! Fautori di generazioni di bambini autistici, violenti, incolti, deboli di cuore e direi pure un po' stronzi. Pane di generazioni di psicologi altrimenti inutili. Il bimbo soffriva di sonnambulismo, certo, ma se non avesse avuto certi grilli per la testa, se non avesse avuto le insane voglie di emulazione di personaggi di fantasia (fantasia? ORRORE!) ora non avrebbe fatto la fine che ha fatto. Il forse nell'inciso è semplicemente patetico, come a dire "ora non è per pregiudizio eh, per niente, però chissà...". Il titolo è appena appena più sottile di Nuova vittima dei videogames.
...
C'è stata una tragedia, una tragedia assurda. Da padre, o da essere umano, è un fatto di orrore indicibile. In tutto questo, tra lo sgomento generale e la spasmodica ricerca di un perché impossibile, c'è sempre e comunque la lingua rullante dei denigratori delle opere di fantasia. Qualunque esse siano, ma con astuta attenzione al momento.
Prima dei videogiochi, i cartoni animati (preferibilmente giapponesi). Prima ancora, i fumetti. Chissà, magari lo sfortunato (ma mica tanto, visto che coltivava insane passioni) ragazzo era anche lettore di Superman. Con tutti quei voli, quei raggi, quegli sguardi caloriferi diseducativi. (Meno male che non conoscono The Punisher, 'sti dotti MOIGErati).
Mi chiedo se magari il ragazzo fosse rimasto drammaticamente colpito dalle avventure di Peter Pan, altro sconvenientissimo volatore da strapazzo. O se non fosse un fan di Hermes e pensasse di avere le ali ai piedi, hai visto mai. Meglio chiudere i rubinetti a qualsivoglia forma di evasione, meglio rimanere coi piedi ben piantati per terra, altrimenti... ecco cosa può capitare.
Ancora ricordo, svariati anni fa, la storia di un altro bimbo precipitato: allora la colpa fu attribuita a Sailor Moon, che per inciso manco volava (quasi mai). Però, forse, si dimenava in maniera poco "sicura" (non sia mai che qualcuno dica "ma i genitori 'ndo' cazzo stavano??") e la fragile mente del ragazzo ne era rimasta sconvolta.
Avvoltoi, avvoltoi necrofili. Scavengers da strapazzo.

12 giu 2010

Che esibizionista

Due episodi targati Eleonora.
Dunque, tempo fa si va a Milano. Io, Manu ed Ele. La prima mattina giro turistico del centro storico, prendiamo l'efficientissima metro meneghina e usciamo a San Babila. Sotto i portici c'è un signore che suona il sax alto, con traccia audio di accompagnamento - come usa di questi tempi. Ad Ele piace la musica, in generale, e da quando è piccola è incoraggiata (da tutti me compreso) a lasciarsi andare col corpo alla melodia. Insomma, a ballare. Suvvia, è il modo più naturale di reagire al suono articolato, diciamo così, e persino un orso non-ballerino come me non può negarlo: viene prima dell'imitazione, ossia del canto. Da amante della musica e pianista, non potevo che avallare la cosa.
Torniamo a noi. Prima fase: la conduciamo davanti al tizio, ascoltiamo per un po' (Glenn Miller, se non erro) e quindi la invitiamo a depositare un "soldino" nella custodia aperta. "Dove?" chiede conferma lei, "Lì, vedi quella scatola aperta?" le rispondo indicando in maniera inequivocabile. Lei fa segno di sì con la testa e poi assume un'aria decisa. Afferra il soldino (un euro, da bravi pulciari) e corre verso il signore che suona. Vai Ele, vai... no ma che fai, NON LI'! tling, fa la monetina che scivola nell'imboccatura del sax.
Io e Manu per terra a ridere, dopo aver verificato che suonatore l'aveva presa bene e aveva prontamente svuotato lo strumento. Fiuuu. Ma qui arriva il bello. Incoraggiata dalle risate, pare, mia figlia comincia a ballare. E va avanti diversi minuti, con tanto di gente che si ferma e turisti che fanno fotografie. (E poi oh, sarà l'occhio del papà, ma a me sembra stranamente adulta nelle movenze, nonostante abbia 27 mesi). Dopo aver visto un tipo tirare fuori la videocamera decido che è ora di levare le tende e la porto via di peso. Fine del primo episodio.
Secondo episodio, pochi giorni fa in una libreria Feltrinelli di Roma. Caso vuole che ci sia la presentazione dell'ultimo album di Lino Cannavacciuolo, violinista e compositore poliedrico della scena classica contemporanea italiana. Esibizione dal vivo, con tanto di palco e qualche fila di sedie. Siamo entrati per comprare qualche libro nuovo alla nostra gnoma, ma non appena riconosco il suono live mi prendo Ele in braccio e mi addentro tra gli scaffali alla ricerca della fonte: trovo ben presto gli autori della performance, pianista percussionista chitarrista e violino solista (che poi è Cannavacciuolo stesso). Poca gente, mi metto in buona posizione ma non troppo a ridosso del palco per rispetto alle orecchie delicate della mia piccola - che nel frattempo comincia a battere le mani a tempo. La redarguisco all'istante dicendole di ascoltare e parlare piano perché i signori stanno suonando. La musica è trascinante e l'esibizione molto coinvolgente, Ele apprezza e alla fine si unisce al resto del pubblico in applauso spontaneo. Torno da Manu al reparto libri per bambini e le dico: tienila d'occhio tu per un po' così scelgo qualcosa anche io in libertà. E se ne vanno altrove.
Rovisto, leggo, scelgo (fiabe dei Grimm). Poi vado a cercare le mie donne. Arrivo quasi fin fuori della libreria, se non altro perché penso che Manu non la porterebbe mai vicino alla musica così alta (in effetti gli strumenti erano a mio avviso sovra-amplificati) ma non le trovo. Cerca di qua, cerca di là, alla fine mi ripeto che una volta eliminato l'impossibile ciò che rimane - per quanto improbabile - dev'essere la verità. E torno vicino alla zona dell'esibizione. Vedo Manu defilata sulla destra, dietro l'ultimo scaffale. Ma non riesco a individuare Eleonora. Guardo ancora Manu. Sta facendo gesti a qualcuno di fronte al palco. Oddio.
Vi regalo dieci centesimi se indovinate chi stava ballando, proprio tra la prima fila di sedie e la scaletta del palco, sulle note indiavolate del violino. Ballando, battendo le mani, ululando. E il pubblico (molto più nutrito di prima) a incitarla, compresi gli immancabili fotografi.
Sarò fissato, ma la prima cosa che ho pensato è stata: De Filippi, GIU' LE MANI.

28 mag 2010

Tutto torna

Uno potrebbe chiedersi: come mai, come mai un Primo Ministro europeo dovrebbe voler perpetrare in maniera tanto metodica la propria autodistruzione in campo internazionale accostandosi ad un noto ed esecrato (non da tutti, ma di certo dall'opinione comune mondiale) dittatore, nemesi del primo scorcio di Novecento Italiano?
Facciamo un po' di dietrologia.

Tempo fa il suo amicone nonché braccio destro nonché senatore nonché co-fondatore di Forza Italia nonché noto bibliofilo nonché anello di congiunzione coi poteri forti d'Italia - alias Marcello dell'Utri - annuncia: ecco i veri diari di Mussolini! Dice di averli letti per qualche ora e di essersi commosso di fronte all'umanità di questo signore. Fa eco la nipote del Duce, ormai da un paio d'anni figliuola prodiga rientrante nel PdL: sì sì, son proprio del Nonno. Cosa emerge da questi diari? Che il Buonanima disprezzava i suoi stessi gerarchi (i cattivoni!) e tentò con tutte le forze di impedire la guerra. E che era un nonno umano e affettuoso. Such a sweetheart.
I soliti comunisti hanno tentato di diffamare dell'Utri e tutte le sue perizie (una, calligrafica) sostenendo che 'sti diari sarebbero tarocchi. Tra questi comunisti sovversivi fomentatori d'odio troviamo anche tale Emilio Gentile. Ma lasciamo da parte gli anarcoidi di sinistra e torniamo alla nostra bieca dietrologia.
Ieri, insomma, Re Silvio si è aperto alla stampa straniera citando proprio questi autenticissimi diari ritrovati dall'amico suo. In cui il Buonanima smentiva tutti coloro che lo accusavano di avere troppo potere - come tutti i dittatori, diamine! Perché, pensate, pure Silvio ha lo stesso problema: ancora non gli fanno fare proprio tutto quello che gli passa per la testa. Come d'altronde fanno invece tutti gli altri premier dell'universo, cribbio. Chiede tanto? Povero monarca impastoiato da stupide regole volute da altri. Giorni fa il nuovo libro di Vespa appena uscito aveva propugnato lo stesso concetto per mezzo di un'illuminante intervista.

Rimetto insieme i pezzi.
  1. Dell'Utri trova i "veri diari";
  2. "Ma quant'era buono il Duce!";
  3. Berlusconi chiede più poteri;
  4. Berlusconi legittima i "diari ritrovati" citandone una frase e associandosi alla dichiarata "mancanza di potere" del suo predecessore.
Il dietrologo dixit: quale meravigliosa occasione di continuare col revisionismo storico, ingraziarsi i vetero e neo-fascisti (fatevi un giro sul web e guardate in quanti spazi c'è gente che già gli rende "onore") e infine legittimare le ambizioni di ritorno al regime del Re.

24 mag 2010

Le lusinghe del Web 2.0

E insomma come molti avranno già notato sono su Facebook (che per ora mi sembra un interessante e ribollente coacervo di spam). Pochi sanno invece che mi sono concesso anche Twitter. Se capisco come farlo funzionare a dovere, dovrebbe fungere da megafono per le altre applicazioni Web 2.0. Non è 'sto gran cambiamento, probabilmente: blog e social network di qualunque tipo sono un magma nel quale nuoto da parecchio tempo. Però questo ultimo pezzettino (-one) mi mancava. Speriamo bene.

Nel frattempo per chi volesse dare un'occhiata il Pigro Creativo è in corso di rinnovamento grafico. Che c'entra la cabina telefonica? boh... mi piaceva. Ho almeno quattro storie in fieri, alcune praticamente finite altre insomma, quindi a parte Cappuccetto dovrebbero esserci novità molto presto.

26 apr 2010

La tassa preventiva

Lo sapevate?
Lo sapevate che in Italia esistono le tasse preventive?
E che roba è, diranno i meno informati. Ecco, è quel meccanismo per cui se, poniamo, comprate una mela e quella mela vale 1€, la pagate 1,2€ per coprire eventuali futuri furti di mele. Furti vostri, o di altri ovviamente. Sembra una stronzata eh?
E invece no, cari miei. Contestualizziamo. Già esisteva una tassa simile che incrementava il prezzo di cd e dvd vergini (cautelativa, la chiamano i produttori) per coprire anticipatamente le ingentissime perdite dovute alla violazione del diritto d'autore. Ma la sleccata finale al culo dei grandi marchi audio/video il nostro solerte Governo l'ha data a fine anno scorso approvando, nel famoso mille-proroghe dove son ricadute le peggio porcate ai danni dei cittadini italiani, l'estensione della tassa sull'equo compenso (equo???) a tutti i tipi di supporto destinati alla memorizzazione dei dati. Quanti ve ne vengono in mente? Vediamo... telefoni cellulari? Facile. Personal Computer? Sì. Hard-disk esterni? Giusto. Lettori mp3? Figuriamoci. "Chiavette" USB? Eh sì, pure quelle. Già partita la corsa al rincaro dei grandi produttori che non vedevano proprio l'ora. Ringraziamo il Vate Bondi (sì sì, quello che nasce comunista e finisce poeta della libertà), ministro dei Beni Culturali, per questo regalino.
E andiamo tutti a firmare la moratoria contro l'ennesimo latrocinio perpetrato ai danni dei consumatori.
Una riflessione: non voglio parlare qui dell'obsoleto concetto di Diritto d'Autore per come è inteso ad oggi, né di quanto il fenomeno della pirateria degli audiovisivi sia stato sensibilmente ridotto nell'ambito di tutti gli esperimenti di vendita mp3 online (alcuni gruppi musicali, tra cui calibri come i Radiohead, hanno addirittura reso disponibile gratis un album nuovo completo lasciando l'offerta libera).
Voglio parlare solo di quanto sia giusto, e sacrosanto, e direi pure legittimato, scaricare audiovisivi (senza pagarli) dagli appositi siti e programmi di file sharing. Per conquistare questo diritto, dopotutto, sborsiamo un po' tutti quanti ogni volta che acquistiamo uno dei suddetti articoli, ovvero oramai ogni volta che mettiamo il nasino in un negozio di elettronica. Paghiamo anticipatamente. Perché paghiamo? Per poterci poi scambiare senza più patemi musica e video a piacimento. Io la vedo così. Noo?
Grazie Sandro!

22 apr 2010

Lotta Comunista?

Ricordo che quando ero poco più che fanciullo (bell'incipit da sonno, eh? dai, resistete che sarò brevissimo) rimanevo interdetto di fronte a questi capannelli di giovini coraggiosi che all'Università, fuori dai licei, in metro, in autobus, persino fuori dai ministeri ti sventolavano un giornale sotto il naso e, discreti ma implacabili, ti dicevano: "Lotta Comunista!". Poi dopo stava a te gonfiare il petto e accettare - identificandoti come Anarco-Rivoluzionario, oppure gonfiare il petto e rifiutare sdegnosamente - identificandoti come Servo del Sistema, o far finta di non aver sentito e filartela all'inglese. Con un po' di vergogna.
In questi giorni vedo sovente, nei dintorni del palazzo delle Poste in Viale Europa, dei signori di mezz'età con la pancetta, chi coi baffoni chi stempiato chi tutt'e due le cose, che volenterosi ma compassati e quasi rassegnati ti chiedono: "...lotta comunista?". Con un fil di voce. Tiro dritto e manco gli rispondo, non sono credibili. Sembrano impiegatucci statali che nella mezz'ora di pausa mattutina vanno a mettersi in pace la coscienza vendendo un foglio che parla di lotta e rivoluzione fuori dal proprio stesso posto di lavoro. Salvo poi tornare a mettere timbri. Non ci sono nuove leve, menti fresche, sono le leve e le menti che erano fresche vent'anni fa e ora sono... scadute?
E' solo una riflessione, non mi sogno di criticare le persone, tanto meno le idee o le intenzioni. Almeno, non qui. Però, mi hanno messo il magone. Come cambiano i tempi...

20 apr 2010

"Salvate la Miosfera!"

Visto che c'è il divieto di riproduzione posso solo linkare questa splendida finestra sull'attualità dipinta oggi su Repubblica da un sempre più caustico, lucido e - ahimé - amaro Stefano Benni.

19 apr 2010

Curioso parallelo

E' raro che parli di calcio su queste pagine. Oggi mi è però balzata agli occhi una curiosa affinità tra due situazioni apparentemente unite solo da clima di grande disapprovazione che hanno generato: qualche giorno fa la famigerata vignetta di Staino sull'Unità che prendeva spunto dalla tragedia del presidente polacco per evocarne una simile sul nostro (così hanno detto puntando il ditino censore, a me è piaciuta molto e ho riso di cuore. Ma d'altronde, come dice il disclaimer in alto a destra, questo è un blog fomentatore del clima d'odio). L'altra, è la ripetizione dell'altrettanto immondo pollice verso di Francesco Totti dopo il derby vinto dalla Roma ieri sera (ne aveva già fatto uno al derby d'andata, eletto dai tifosi della Lazio a sprone dei propri beniamini nel pre-match, perché certe offese vanno vendicate). I giornalisti radiofonici che hanno commentato a caldo l'accaduto si sono affrettati a dissociarsi, a dire ma come, un personaggio come lui! assolutamente non possiamo condividere, un brutto gesto! Esci da questo corpo! Sul sito della Repubblica c'è un bellissimo sondaggio con 5 risposte: iniziano tutte con "Totti ha sbagliato" o similia. Bel sondaggio, bravi!
Famoso per esprimersi in punta di fioretto, il capitano giallorosso, che di certo in passato ha fatto di peggio.
Però spezzo una lancia in suo favore, anzi la scaglio addosso a chi l'ha messo all'indice. E non perché sono romano e romanista. Il gesto significava, in entrambe le sue edizioni, qualcosa di equivalente a "Andrete in serie B". Forse il più vecchio degli "auguri" calcistici, da quando esiste la divisione in massima serie e serie minore. Ecco, questo pernicioso insano monito avrebbe scatenato gli animi per l'ennesima volta. Non si fatica a collegare lo sfottò con le risse sul campo e fuori, con gli incendi, coi feriti. Pericoloso, pericolosissimo. Che ci sia qualcuno che va allo stadio per fare casino, non ci piove. Che i giocatori debbano ricordarsi che li guardano in tanti e non comportarsi come animali, non ci piove. Che l'unico "sfogo" lecito, legittimo, quasi connaturato a questo sport da quando è nato - prendersi per i fondelli - debba essere associato a tutto questo, eh no, non ci sto. Che gli avrà mai detto? Siamo mica ai livelli di "Non dite che Berlusconi è cattivo se no gli tirano le statuette in testa"? Se poi c'è gente che si sente profondamente offesa dal paventare che la squadra di calcio per cui tifa possa lasciare la massima divisione, beh... E' un problema loro. E se deve diventare un problema di qualcun altro, esistono le forze dell'Ordine. Esistono gli psichiatri e gli antidepressivi. Siamo nel 2010. (Non me ne esco con "ricordatevi che il calcio è solo un gioco" perché per molti non è così. Ma il fatto che non ribadisca l'ovvio non significa che non sia vero. E che non siano malati). Sfottersi è così, fa rodere perché è fatto apposta, ma non è violenza. E' l'apoteosi della non violenza, invece. E' criminoso che qualcuno lo faccia passare altrimenti, così come lo è che qualcun altro lo prenda come scusa per fare la propria, di violenza - quella vera. O che qualcuno, indubbiamente preda dei fumi del dopo-partita, chieda 10 giornate di squalifica come punizione esemplare. E ched'è? Gli ha staccato un orecchio a morsi? Considerato che per gravi offese all'arbitro o per aver spezzato una gamba a un avversario più di 5 giornate non si prendono.
Lo Sfottò, la Satira. Roba difficile da mandare giù, per chi ne è il bersaglio. Eppure indici entrambi, in differenti contesti, di civiltà. Valide alternative ad altri più maneschi consigli. Stateci.
Servirebbe un po' di senso della misura. Che di certo non è quello di coloro che lo invocano in questi giorni.

15 apr 2010

10 righe dai libri

Segnalo questa bella iniziativa online dal titolo eloquente. "10 righe dai libri" propone gli incipit scaricabili di alcuni testi in pubblicazione, d'accordo con case editrici come Curcio e Salani. In un periodo storico in cui il prezzo di copertina è quello che è, e non ci si può permettere di comprare "a caso", ben venga tutto ciò che aiuti il lettore ad orientarsi nel panorama congestionato dell'editoria italiana. E vista l'importanza degli incipit, come si discorreva con Guido in questo illuminato scambio di idee, nella maggior parte dei casi bastano poche righe o pagine per evitare perlomeno di prendere cantonate. La stampa ha notato l'iniziativa, che ha preso avvio su Facebook per approdare sul sito attualmente in fase di allestimento, il che fa ben sperare per il prosieguo della storia.
Ho come il sospetto che non vedremo mai roba di Mondadori o (ahimé) Feltrinelli, su questo sito. Mai dire mai, comunque... E in bocca al lupo.

09 apr 2010

Le gioie della paternità

Capita che tua figlia la mattina spalanchi la porta del bagno, entri (mentre tu sei seduto tranquillo a leggere "in der posto", leggere e tentare di fare altro) e ti dica: voglio salire. Tu la guardi un attimo da sopra gli occhiali, sorridi, posi il libro e la sollevi. E lei ti si mette a cavalcioni sopra, in una posizione perfettamente normale se non fosse che sei sulla tazza del cesso e non sul divano, e ti dice: "Leggiamo Gandalfff?". E tu apri il cassetto delle riviste, prendi uno degli opuscolini di accompagnamento alle miniature del Signore degli Anelli che cominciasti e abbandonasti tempo fa, e lo apri con lei. E guardate le figure insieme. E le dici per l'ennesima, meravigliosa volta chi è questo e chi è quello, e chi è cattivo e chi è buono, e chi è brutto e chi è bello, chi è Re, chi è Mago e chi è Orco. E chi è Elfo.
E sorridi.

30 mar 2010

Ser Brunello e il regno di Re Silvio

Esco di casa sulle note del Ludovico Van quest'oggi. Il cielo ingrigito ci va a braccetto come poche volte, e pure le fioriture sugli alberi della mia via sembrano più tetre.
Ancora non ho capito com'è che succede: sarà un particolare connubio di musica e umore, sarà una congiunzione astrale, sarà un fattore congiunturale (come dicono gli economisti): fatto sta che alla mia destra si apre un vortice e PUF! attraverso uno squarcio di realtà mi si para davanti il cappello piumato di Ser Brunello. "Ehilà, quel giovine" mi sorride mentre conduce un somaro su per uno sterrato di campagna. "Ossequi, Ser" rispondo io dal mio asfalto. "Si va in ufficio insieme?". "Sarà mio pregio" fa lui sottraendomi in punta di sciabola il quotidiano gratuito che ho da poco iniziato a leggere. Lo lascio fare, un po' perché mi fa piacere fare due chiacchiere sui fatti del giorno e un po' perché non si sa mai cosa ti può combinare un cavaliere incazzato da un'altra realtà. "Ha! dunque Dama Polverina s'è aggiudicata la tenzone..." esordisce.
Mi faccio scuro. Lui sa come la penso, e mi punzecchia: "Ma voi che avete il diritto di voto, possibile che non lo esercitiate? Qua dice" e punta l'indice su un paragrafetto "che metà dei tuoi concittadini sono rimasti a casa". Grugnisco. "Per caso Dama Polverina è stata rianimata da qualche stregone? Sembra un cencio impagliato e ridipinto" fa poi contemplando una foto. Provo a cambiare discorso: "E quel somaro? L'ultima volta mi sfoggiava un bel palafreno, Ser". Lui sospira "C'è crisi, ragazzo, si fa quel che si può. Il palafreno si mangiava una fortuna in avena e non mi rimaneva nemmeno un soldino per la taverna al vespro". "Ma a tuo ragionare, mio buono" riprende poi inesorabile "s'ha da ascrivere all'astensionismo? O ai preti? A Messer Grillo?O a che?". "Guardi, Ser" sbotto "non mi venga a dire che c'è qualcuno che non ha votato la Bonino per la storia della pompa di bicicletta!" "Beh, però c'è anche questo messer Capezzone che ne parlava male..." "La prego, non mi parli di quell'essere". "E parimenti, suvvia, candidare una che ancora va avanti a scioperi della fame!" Si diverte, Ser Brunello, e pure vedo qualche ruga di preoccupazione sulla fronte ampia. Solo allora noto la luce rossastra che trapela dalla sua realtà nella mia, grigia. "Ma non è mattina da voi, Ser?" Sembra sorpreso. "Oh? Forse tu ti riferisci ai bagliori fuocherecci che imbruniscono queste lande" "Fuocherecci?" "Un cavaliere errante va dove c'è bisogna, mio buono" mi confida, didascalico. "Il mio officio odierno è un villaggio molestato da un drago sputafuoco e ribaldo. Ho già il ferro pronto" e accarezza la lunga lancia assicurata alla sella del somaro. "E comunque il vostro Re l'aveva detto, di andare a votare. Proprio quelli dell'altra parte non gli hanno dato ascolto, sembrerebbe". Ignoro il commento e accelero il passo. Re? Quale re? Ma per favore. Poi ci rifletto un po' su: il regno di Re Silvio. Ci siamo un po' più vicini.
"E quella dama bionda un po' attempata? Quella che diede sfoggio d'abilità pugilistiche? L'hanno votata in molti" osserva Ser Brunello, voltando pagina. "E' proprio emblematico: vince l'italia che picchia duro" rispondo io mentre vedo la salvezza: l'entrata della metro. "Beh, Ser, io sarei arrivato. Grazie per la compagnia e buon... drago?" "Già. Io però con lancia e scudo me la caverò, come sempre. Qui da te, ragazzo, ci vuole ben altro" sorride sotto i baffoni mentre mi riconsegna il quotidiano tutto stropicciato. Mi accenna un inchino e sulle note finali della Quinta il vortice si restringe. Le ultime parole che mi arrivano, come un'eco lontana, sono "Aspetta! Non ho letto chi è che ha vinto Amici..."

22 mar 2010

DUE


...come gli anni di Eleonora, da oggi in poi. Per almeno un altro anno.
Due anni molto densi, più di quanto potessi immaginare. Stanotte ha dormito per la prima volta su un letto "vero", seppur debitamente protetta da sponda antiurto e anti-caduta. Come una bimba vera, ci dicevamo con Manu: e in effetti oramai è un perfetto modello di essere umano in miniatura, con le sue espressioni tipiche - verbali e facciali - la sua parlantina, i suoi ricci e i suoi capricci. E i suoi "Perché??". Ele diventa grande.

15 mar 2010

Cagematch

Telegrafico per segnalare una sagace iniziativa del sito SUVUDU: un torneo tra eroi fantasy. Hanno sorteggiato il tabellone, preso contatto con gli autori, descritto per ogni duello (del primo turno, finora) un possibile ed esilarante svolgimento, e lanciato le votazioni. Troviamo chicche come Jaime Lannister vs Hermione Granger, Cthulhu vs Lyra Belacqua, Aslan vs Eragon e - questo leggetelo anche se non sapete nemmeno chi siano, è divertentissimo - Ged vs Edward "gnokko" Cullen. In alcuni casi è possibile godersi anche i commenti degli autori.

09 mar 2010

Stupidi birilli

Mi era già successo qualche volta, dipende dagli orari e dal "tessuto umano" in cui ci si imbatte. Fatto sta che oggi, stazione Termini, ore 14 e un po', mi trovo a dover scendere dalla metro A per poi andare a prendere la linea B. Per chi non è avvezzo, dovete sapere che il Popolo degli Uscenti ed il Popolo degli Entranti si odiano dalla notte dei tempi. La famosa regola "Lasciar scendere prima di salire", dettata da una logica ormai perdente e obsoleta, è roba buona per i cartelli d'epoca. Chi sale è convinto di dover procedere come una fottuta ruspa e brasare tutti quelli che trova sulla sua strada, perché a) così entra prima, b) forse si siede (come no, all'ora di punta) e c) gli piacciono le cose difficili. E z) l'italiano medio è prepotente, sempre.
In genere tali considerazioni vengono tenute a bada dalla massa critica del Popolo degli Uscenti, che minaccia ritorsioni violentissime se non vede almeno la buona volontà di lasciare il fatidico spazietto per venire fuori da parte dei candidati all'entrata. Capita però, quando la Luna e Orione fanno a botte e gli scappa una gomitata sulla costellazione del Centauro, che a Termini non voglia scendere nessuno, a parte il sottoscritto. In quei casi provo a spianarmi davanti al vetro di modo che da fuori non si capisca quanta gente c'è... ma stavolta non ha funzionato. Si aprono le porte, e mi trovo davanti una muraglia umana completamente chiusa, perlopiù liceali più o meno nani, facce ostili e ghigne da delinquenza minorile, statali annoiati, nonnetti de-cilivizzati.
Attendo qualche secondo con sguardo da "E adesso volo??" ma non trovo comprensione - solo smorfie che si inaspriscono. Allora subentra la pace.
Le note del tema di "Batman: Il cavaliere oscuro" mi inondano il cervello e lo isolano totalmente dal mondo. Un sorriso mi allarga le guance: è il sorriso della boccia da bowling quando sta per fare strike e pensa Stupidi birilli!
E parto, 85 kg di inerzia senza remore né morale lanciati contro i più o meno nani da liceo. Alcuni si spostano, altri li falcio. Batman nelle mie orecchie si occupa di smorzare le proteste. Gli operatori ecologici della stazione faranno il resto.

08 mar 2010

Perché Napolitano ha sbagliato

Ha sbagliato perché continua ad avallare istituzionalmente le malefatte parlamentari di uno che si crede, con ragione fin qui, al di fuori delle regole. Perché non sta al custode delle regole fare ragionamenti del tipo "altrimenti il voto non avrebbe avuto senso" ma solo di assicurarne il rispetto. Ha ragione, e chi l'avrebbe mai detto, O.L. Scalfaro a sostenere che il provvedimento più appropriato sarebbe stato il rinvio, senza tirare in ballo processi legislativi o forme abbreviate degli stessi. Perché il modo escogitato per risolvere il "pasticcio" è ancora una volta quello della forza bruta e della prepotenza, e del provate a fermarmi se ci riuscite: mediante uno strumento, il decreto legge, che comunque rientra nelle "frecce" della democrazia, ancora una volta piegata e riforgiata a Sua immagine: doppia violazione dunque, ancora più grave ed esecrabile perché crea un precedente assurdo. E intanto, grazie alle precedenti leggi su legittimo impedimento, il vostro amico continua a eludere la giustizia.
E che dire del mostruoso coacervo di deliri sparati in prima pagina dopo lo scorno per i consensi in calo? Leggete, leggete bene perché ci ritroverete una summa di tutte quelle che potremmo chiamare le paure del bravo anticomunista. Bang! Bang! fece il Duce dal balcone.
Piena solidarietà dunque al cosiddetto "Popolo viola" e alle sue manifestazioni, ma soprattutto alle sue iniziative: boicottare i possedimenti privati del Boss, laddove non si riesce a ostacolare il suo possedimento pubblico.
E bisogna avere il coraggio di dire pure quando il Presidente fa una cazzata, caro PD.

02 mar 2010

Sondaggio: le Letture Inevitabili


Bene bene cari Cinquelettòri, venite di nuovo chiamati tutti e cinque ad esprimervi in merito a una questione fondamentale.

Tema:
Dovrete raccomandare tre (3) e solo tre (3) Letture Inevitabili al cosiddetto Italiano Medio, da qui in poi IM (che non è Idiota Mentecatto, eh...). Dovrete altresì addurre motivazione specifica per ciascuna delle suddette, che invero potrà variare dal "perché è bellissimo" al "perché aiuta a capire la tragica situazione dell'italia contemporanea" al "perché aiuta a dimagrire" al "perché se no vengo sotto casa tua con mio cugggino che fa Kung-Fu e ti faccio un Ku...!". A fine sondaggio, decretata insindacabilmente da chi l'ha lanciato, verrà stilata una classifica e si dibatterà amabilmente delle prime posizioni.

Insomma vi chiedo la vostra personale classifica di must-read: quali che siano le motivazioni, mettetele in chiaro. Si parla solo di opere di Narrativa (italiana o straniera) quindi niente saggistica. Prendete il pennino in mano e scrivete, giovini e meno giovini...

Votanti: 10. Risultati parziali: Scatta in testa 1984, unico con tre preferenze. Da notare: su 30 preferenze espresse, solo 3 titoli hanno riscosso più di una segnalazione, a testimoniare l'eterogeneità del campione. Maggioranza non schiacciante di grandi classici, mentre letteratura italiana e straniera sono equamente ripartite.

1984George Orwell3
Un uomoOriana Fallaci2
L'isola di ArturoElsa Morante2
Il Nome della RosaUmberto Eco1
Il GattopardoG. Tomasi di Lampedusa1
Gli occhiali d'oroGiorgio Bassani1
Uno, nessuno e centomilaLuigi Pirandello1
La casa degli spiritiIsabel Allende1
Per chi suona la campanaErnest Hemingway1
Guerra e paceLev Tolstoj1
Il male oscuroGiuseppe Berto1
Cent'anni di solitudineGabriel Garcia Marquez1
Lettere contro la guerraTiziano Terzani1
Lo Zen e l'arte della manutenzione della motociclettaRobert Pirsig1
Grandi speranzeCharles Dickens1
Il diario di Anna FrankAnna Frank1
Come ti rapisco il pupoDonald E. Westlake1
Il muro invisibileHarry Bernstein1
DuranteAndrea De Carlo1
Come Dio comandaNiccolò Ammanniti1
Fahrenheit 451Ray Bradbury1
Straniero in terra stranieraRobert Heinlein1
I Promessi sposiAlessandro Manzoni1
180 raccontiDino Buzzati1
Il Signore degli AnelliJRR Tolkien1
Queste oscure materiePhilip Pullmann1

19 feb 2010

Il gioco dell'Oca

Scopro sul blog di Lara Manni questa geniale iniziativa del sito PerFiducia. Non so dove troverò il tempo, ma non posso che partecipare.
In sostanza si tratta di scrivere la storia del proprio "eroe" ispirandosi alle "carte" che vengono girate dall'Oca ogni due giorni. 15 carte in tutto. Se piacciono le storie, si diventa seguaci. Più seguaci si hanno, meglio è (ci sono anche dei premi ma sinceramente è l'ultimo pensiero). L'idea invece della condivisione di storie è l'amo gustosissimo al quale non ho saputo resistere.
Se volete seguire le avventure del mio pupazzetto, liberi di registrarvi e diventare seguaci. Sto comunque via via riportando i capitoli anche sul mio blog di sola narrativa, cioè QUI. Apertissimo ai commenti, le critiche, gli insulti educati.

VERGOGNA SANREMO

Ho appena finito di assistere all'atto più vergognoso che mi ricordi in trent'anni di sanremo che ho visto più o meno con interesse.
Chiamiamoli la Banda Furbetti, poi che ci sia una semicorona in mezzo me ne sbatto. Per chi non l'avesse visto, Pupo emanuelefiliberto e tenoreignoto hanno appena proposta una particolare versione del loro brano "Italia amore mio". Sto ancora vomitando mentre scrivo, ho il sacchetto sulla scrivania.
Lasciamo perdere che hanno ripescato una canzone orrenda cantata da uno che canta come un cane sordo.
Gli ignobili furbetti si sono portati Lippi Marcello. Prima che parlassero, già ci dicevamo con Manu: beh, come simbolo dell'unità d'Italia. D'altronde la canzone è un inno monarchico mascherato da inno all'unità, perché sorprendersi. Gesto disperato, poverini.
La Clerici inizia a presentare la canzone, e a metà la interrompe (sìsì) Lippi Marcello. All'inizio sembra che voglia fare la sparata simpatica dicendo: tranquilli, non canto. E poi invece insiste dicendo quanto è importante l'unità d'italia ed essere italiani, e quelli che lavorano all'estero, e blablablà. La Clerici prova a interrompere dicendo: scusate, c'è un regolamento, e dovete solo cantare per non influenzare la giuria. Pupo interviene spiegando che pure questa cosa fa parte dell'esibizione (certo, prima che ancora li abbiano presentati). E che ci saranno ulteriori sorprese. Poi Lippi rincara! ah, vorrei pure ricordare il mio amico Ballerini scomparso dieci giorni fa. Applausi, perché non puoi non applaudire i necrologi.
Finalmente cantano. E, magia magia: la seconda strofa si trasforma! parte il filmato della vittoria dell'Italia del calcio ai Mondiali berlinesi 2006, e i Furbetti ci informano di quanto sono orgogliosi di Lippi e Cannavaro e l'Italia tutta che così bene ci rappresenta nel mondo. Massì, gli italiani sono una massa di rincoglioniti che vanno avanti a figa e calcio, alla figa ci pensa Berlusca, il calcio diamoglielo noi. (Hanno ragione eh! infatti nella canzone ci spiegano pure che adesso finalmente l'Italia va bene, è più normale, grazie ai piduisti. Ok quest'ultima non ce la dicono).
IGNOBILE.
Vorrei azzardarmi a sperare in una squalifica ma già rido mentre formulo il pensiero.
Per sdrammatizzare, godetevi la performance di Elio e le Storie Tese dalla Dandini in "Italia amore mio".

26 gen 2010

A Valmontone stanno troppo avanti


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Non so se mi spiego. Mi sono ricordato solo oggi che l'avevo notata qualche anno fa, andando all'outlet di Valmontone (poco a sud della Capitale). Basta fare una ricerchina per constatare che molti blog l'hanno già segnalato. Quanta polemica politica per nulla! Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno... Lancio una proposta: diamoci da fare per cercare una bella piazza in ciascuna delle nostre città in cui erigergli un monumento. Una piazza con qualche fontanella obsoleta, qualche obbrobrio tardo barocco di cui nessuno sentirà la mancanza, o addirittura ancora vergine. Poi si fa una colletta, ci si ritaglia lo spazio necessario e si tira su la statua (qualcosa che lasci il segno, magari del Maestro Pomodoro) con sotto l'epigrafe "Scusa Bettino, non ti meritavamo". O forse sì, che ce lo meritavamo.

25 gen 2010

Citazione

Questo genio incompreso propone da decenni mirabilie senza trovare seguito. Tutto ciò che tocca si trasforma in nulla. Cacciato da Palazzo Chigi a furor di popolo, ha condotto la sinistra a clamorose sconfitte. Rifiutato dalla sinistra europea come ministro degli Esteri Ue, passa da disastro a disastro.

Mai avrei pensato di dare ragione al losco figuro che ha pronunciato queste parole oggi. E invece sottoscrivo in pieno. Quale perniciosa e direi quasi mortale coincidenza che il lungo regno di questo Sovrano del Sottosuolo, costellato di roboanti vittorie, sia coinciso con l'assalto del Principe dei Nani.

14 gen 2010

REVISIONISMO

Eccolo qua, puntuale come un orologio. Minzolini, il pupazzo di cartapesta che dirige il TG1 per conto del più grande politico degli ultimi 150 anni, ne spara un'altra delle sue e continua nella direzione di Partito del revisionismo della storia recente, anzi recentissima.
Non aggiungo molto altro ma viene davvero da vomitare. Un ometto da ricordare, indubbiamente.

07 gen 2010

Ancora sul Lodo De Magistris

Prendo spunto da questa riflessione di Gianrico per dire: no, non sono d'accordo. Sostanzialmente si dice che l'ormai famoso intervento di De Magistris sul suo blog inneggiante ad un "berlusca ti diamo l'immunità basta che te ne vai" è un atto superficiale, non appropriato per un rappresentante politico (per di più europeo), riflesso demagogico di grilliana ispirazione.
No, no e no. Non voglio entrare nel merito delle motivazioni di De Magistris, da alcuni considerate un basso metodo accalappiavoti per gente come me che sposa in pieno quelle posizioni. Quello che mi sento di ribadire con fermezza è che è necessario che la classe politica che ancora si ritiene onestamente tale dica, sentenzi, URLI che quel personaggio lì deve essere delegittimato. Basta con l'avversario politico. Basta col sereno confronto. Tutti quelli che non sono Berlusconi devono fare un passo indietro e dire "Io con quello in Parlamento non ci voglio stare". Non con uno che è stato di fatto riconosciuto colpevole in un processo in cui era co-imputato (Mills) ma per il quale non può essere condannato grazie ad una legge che si è confezionato su misura. Non con uno che in qualsiasi altro Paese dell'Universo sarebbe perlomeno stato sospeso dalle cariche per la miriade di procedimenti a suo carico in corso. Non con uno che fa apertamente di questa miriade un vanto, perché sicuramente tutte e 250 le accuse che gli rivolgono sono false.
Io voglio politici così. Basta con le ipocrisie, coi gli abbassamenti di tono, con i "vabbe' ma adesso lavoriamo per l'Italia": il lavoro migliore che si può fare per l'Italia è renderlo inoffensivo, metterlo sottochiave, mandarlo sulla Luna.
Ah, l'Italia... Paese di rincoglioniti (sì, lo diceva Lui dei suoi potenziali elettori, perché io no?) in cui il gradimento del Premier sale di sette punti dal giorno alla notte perché s'è preso una statuetta in faccia. (Mo' scendo in strada e provo a farmi mettere sotto da un motorino, hai visto mai che mi fanno consigliere comunale). Paese di rincoglioniti che oggi, ammaestrati, plaudono commossi alla memoria di un criminale che ha fatto i soldi alle nostre spalle ed è scappato col malloppo per evitare la galera (Craxi). Paese di rincoglioniti che credono alle favole, basta che abbiano un bel paio di tette.
Voglio politici che siano politicamente scorretti, perché lui è civilmente, umanamente e penalmente scorretto.