08 ago 2008

A chi m'ha bucato le gomme

A te, che m'hai bucato le gomme.
A te, artista della lama multi-uso
a te, notturno ratto da marciapiede
a te, eroe della guerriglia fai-da-te;
che orgoglioso appiedasti dieci e più famiglie
che appagato dell'altrui madonne ora ti bei
che occultamente trai vanto dell'ardita impresa
laggiù seduto al baretto;
bucàstimele lato marciapiede
ché in strada allo scoperto ti cagasti
bucàstimele nottetempo come i ladri
ché il giorno in spiaggia a fareuncazzo lo spendesti.
A te gran mastro di squarci et orifizi
dal mio canto in gran copia te ne auspico:
un buco nel cesso della magion tua
acciocché s'impiastri de' liquami degli scarichi del quartiere tutto - compresi i miei;
un buco nel cellophan che tutto preserva

(figuriamoci il tuo piccolo arnese)
salvo accorgerti quand'è troppo tardi che non ti serviva
poiché
la passeggiatrice che con fatica e orgoglio rimediasti sul Raccordo
è in realtà un Passeggiatore Kenyota dopato da una tribù di sciamani

dall'eloquente nome di "Baobab-che-cammina";
e infine
un buco molto più grande dell'attuale

per ottemperare ai tuoi fisiologici bisogni
(nel tuo bagno oramai ridotto a una fogna)
in conseguenza del suddetto Ana(l)tema.


[Chiedo scusa se la metrica si è progressivamente disfatta: licenza poetica da incazzo]

3 commenti:

alianorah ha detto...

Indubbiamente efficace stile poetico!

Guido ha detto...

E per una gomma bucata fai 'sto po' po' di casino?! A me m'hanno rubato la macchina. Che devo fare? Mo traduco l'Eneide in dialetto napoletano! :-)

Ema ha detto...

mah guido se vuoi intanto ti presento il Baobab-che-cammina... Però occhio che va indirizzato bene! ;)