15 mag 2009

La volta che do ragione ai leghisti

Dunque la notizia che ha fatto scalpore è la seguente: il sindaco (leghista, ma poco conta) di Caravaggio (BE) ha rifiutato la cittadinanza ad un egiziano sposato con italiana perché al momento del giuramento il suddetto non è riuscito a leggere la formula. Perché non sa leggere l'italiano.
E giù proteste: ma 'sti leghisti, i soliti razzisti, hanno i cervelli chiusi etc etc. E invece io dico: bravo signor sindaco Prevedini! Mi sembra più che giusto. La legge non lo prevede? Chissenefrega, anzi dovrebbe. E' banale, banale sul serio, che se vuoi la cittadinanza devi da parla' la mia lingua. Parlare e leggere, perlomeno: è chiedere tanto? Cioè, hai avuto il tempo di farti una storia e sposarti e non di imparare a leggere due parole su un pezzo di carta?
Pazienza, torna alla prossima.
Se poi volete dirmi che i tempi per la concessione della cittadinanza, una volta in possesso dei requisiti, sono biblici, posso essere d'accordo. Ma non mi sembra esempio di grande apertura mentale, o di politica multietnica o quello che vuoi, concedere la cittadinanza a chi non sa nemmeno la lingua del Paese a cui la richiede. E' semplicemente superficiale faciloneria mascherata da falsa magnanimità e liberalità.

7 commenti:

Carla ha detto...

Allora, da una parte mia sorella (avvocato e da parecchio a che fare con problematiche di extracomunitari) ti darebbe ragione: più e più volte l'ho sentita ripetere "almeno devono sapere l'italiano" e parlava dei suoi clienti!
Dall'altra, sottolineo solo una cosa: visto che la preparazione in lingua italiana non è granchè considerata in questo nostro povero paese (in realtà la conoscenza di nessuna lingua viene ben valutata), dai più alti ai più bassi livelli, il fatto che uno straniero non sappia addirittura leggere l'italiano mi sembra chiedere parecchio. A questo aggiungo una sola considerazione: in base a cosa e da parte di chi dovrebbe essere valutata la conoscenza della lingua italiana?? Saper leggere la formula? e se la si impara a memoria (stile Green Card)? oppure, deve aver letto la Divina Commedia ed i Promessi Sposi?
Bah, ai posteri l'ardua sentenza: non sarà il conoscere l'italiano che farà di uno straniero (di qualsiasi paese di origine) un buon italiano.....

Gianrico ha detto...

Due ordini di considerazioni.

PRIMO. In linea di massima concordo con te, vuoi essere italiano DEVI saper parlare la lingua italiana. Mi spiace carla ma a giudicare se uo sappia o meno leggere non serve una laurea, basta un minimo di spirito critico.

SECONDO. Sulla scorta di questa tua nobile osservazione, a quanti italiani dovremmo togliere la cittadinanza?

TIA LORI ha detto...

Una mia conoscente rumena, in Italia da circa 15 anni, stanca della vita "in Italia", ha deciso con suo marito di emigrare in Canada...Prima cosa:lingua francese, per colloquio, in francese, da tenersi a Parigi presso il consolato canadese. Il perche', come, dove, ecc...ecc...del desiderio di Canada. E il tutto in francese.
In Italia, Manu, dobbiamo per forza essere moooolto piu' tolleranti. Se la lingua fosse il discrimine per la cittadinanza, sai quanti italiani dovrebbero migrare!
(proprio oggi, su MTv, messaggino: "se se mi rimarrebbero sl 2 respiri 1 lo userei x bcrti 1 x drti t amo". Fantastico, no? ;-))
Ciao.
Loredana

Gianrico ha detto...

TIA LORI guardati il pezzo che ho messo sul mio blog a proposito della scuola italiana e fatti due risate. Ormai i ragazzini sanno parlaro solo l'essemmessese, il nostro buon vecchio italiano è a mala pena tollerato. Mi aspetto i cartelli in doppia lingua tipo

"Bnvnt a Rmacptal dItl
Benvenuti a Roma capitale d'Italia"

SGRUNT

Alfiere ha detto...

Stavolta non sono "totalmente" d'accordo, anche se riconosco un fondo di giustizia in ciò che dici...

Ema ha detto...

Carla/Gianrico: un bell'esame di sQuola elementare noo?
Mi risulta che si esca dalle elementari almeno sapendolo leggere, l'italiano. Poi che pochi italiani lo sappiano parlare e scrivere correttamente siamo d'accordo ma non è questa la materia del contendere: si parla comunque di chi ha origine in un altro Paese. L'essere nati in Italia, se non erro, conferisce la cittadinanza automatica.
Loredana: il colloquione stile Green Card (che citava Carla, e a cui pensavo proprio oggi anche io) è effettivamente troppo. MA qui nessuno chiede di recitare la Divina Commedia o di dimostrare l'amore per la cultura italiana, e nemmeno che non ti sei sposato solo per ottenere la cittadinanza. Santa Pazienza, si richiede solo di saper leggere dieci paroline! Proprio roba da scuola elementare.
Alfiere. E noi siamo qui apposta, spiegami perché però! ;)
(Loredana 2: anche se le risposte di Manu sul blog di Guido puntano qui, sei cosciente del fatto che io che scrivo sono Ema e non Manu, sì? ^_^ ).

Gianrico ha detto...

ema quanti anni mi farai pesare quella dannata Q???? SGRUNT