01 ott 2009

La difficile scelta tra il Vuoto e il Male

Parliamo ancora di libri, o meglio di lettori.
Se sia più nobile, diceva quello, rimanere nel Vuoto cosmico culturale e far parte di quella maggioranza (ma non più tanto) che legge meno di 2 libri l'anno, dove spesso tendiamo a zero, oppure leggere come dannati solo narrativa di bassa qualità ritenendo che si tratti del massimo sul mercato. Rimarco doverosamente l'ultima postilla: ritenendo che si tratti del massimo sul mercato, perché qualora il lettore sia sull'avviso che sta leggendo nel migliore dei casi roba commerciale, è suo pieno diritto bearsene comunque. Tanto per chiarire facendo qualche nome: meglio il giovine poco interessato alla lettura, o il giovine che si ciba di tutto ciò che esce dalla scriteriata penna dei vari Moccia pensando che non esista di meglio? Voi direte: basta che legga! E io non ne sono più tanto sicuro. Perché ci sono una serie di conseguenze.
Mondo ideale. Il bravo scrittore Tizio produce un capolavoro. In quanto capolavoro, la casa editrice Pomodori lo legge e lo pubblica, e gli dà grandissimo risalto perché sa che il testo è di alta qualità e quindi avrà un grosso seguito. Migliaia, che dico migliaia milioni di lettori fanno la fila in libreria per leggere l'ultima opera di Tizio: risultato, i milioni di lettori sono contenti e si beano di una cosa buona, la Pomodori fa i soldi ed è soddisfatta per aver guadagnato con un prodotto di qualità, Tizio fa i soldi anche lui ed è spronato a continuare su questo binario della robbabbuona. Vissero felici e contenti, sipario.

Mondo Vero. Tizio produce un capolavoro, e Caio una cagata pazzesca che però è molto appealing per i gggiovani. Mandano entrambi il manoscritto all'editore Pomodori che dovendo scegliere (non è che pubblichiamo tutti qui alla gloriosa Pomodori!) cestina Tizio e fiuta l'affare su Caio. Monta su una campagna pubblicitaria mostruosa e accattivante presentando Caio come il nuovo talento della narrativa italiana nonché l'unico, vero interprete delle coscienze giovanili. Masse di fanciulli accorrono a impiegare la paghetta nello sconcio, leggono perché la storia tocca le corde giuste e cominciano ad acquisire il modello. Mettiamoci pure che genitori e scuola finora non gli hanno fatto amare granché la lettura e quindi come termine di paragone hanno nel migliore dei casi classici poco adatti a loro bollati come mattoni illeggibili: lo stile diretto e il gergo terra terra di Caio li conquista da subito. Grande successo, folle che aspettano Caio fuori dalle librerie, film in gran copia, l'autore comincia a credersi Vate e perpetua il mito del profeta. La Pomodori gongola e comincia a preparare la prossima campagna senza manco sapere cosa scriverà Caio nel suo prossimo blockbuster, tanto basteranno pochi accorgimenti per adattare il tutto. Il termine qualità perde di significato e confonde causa con effetto: dal "è buono quindi vende" al "vende quindi è buono". Tizio smette di scrivere, o alla peggio comincia a produrre panettoni scimmiottando Caio e sperando che ci sia posto pure per lui nella grande torta. La critica si adegua. I dissidenti vengono tacciati di bruciante invidia e messi a tacere. Sipario.

6 commenti:

Gianrico ha detto...

Noto che questo problema ti leva il sonno. Capisco che a uno rughi e non poco vedere gente come moccia (lo scrivo con la minuscola apposta) avere un successo assurdo.
Ma metti assieme una serie di elementi:
- impoverimento culturale delle nuove generazioni (nostra compresa, noi siamo una minoranza);
- degrado scolastico (mettici insegnanti spesso insulsi, leggi penalizzanti e demotivanti, un buco nero alle medie da far paura)
- degrado sociale (in tanti sensi: andiamo dalle periferie dei casoni popolari, al degrado che nella società ha introdotto un certo genere di TV)
Metti tutto assieme e ottieni persone che hanno nel loro personale dizionario poche parole e le articolano pure di merda. Aggiungici pure che in generale chi legge e studia libri un attimo più complessi di moccia è magari malvisto, comunisti o cattolici reazionari baciapile, otterrai un risultato in cui non potrai che avere i moccia.
MA
ed è un ma fondamentale, la letteratura italiana NON È sia ringraziato il Cielo tutta così. Ci sono scrittori bravi e meno bravi che comunque non sono superficiali, c'è anche nons cordiamolo gente che per scrivere rischia il sedere (Saviano). C'è chi scrive romanzi intelligenti o che quanto meno ci provano. C'è una letteratura estera da non sottovalutare. Insomma, l'iper-pubblicazionismo italiano forse qualche vantaggio lo offre. C'è tanta merda, ma c'è tanta bella roba. Tutto sta a trovarla. È un po' come quando navighi su internet, quanti siti fanno vomitare? Tanti troppi... ma poi ce ne sono una notevole quantità di affascinanti in cui non puoi che ammirare la bravura di chi li ha fatti.

Ema ha detto...

Ammesso che concordi con la tua analisi... cosa che PURTROPPO faccio. Però non mi hai mica risposto. Meglio massa che sposta l'ago della bilancia (perché alla fine è inutile ingannarsi, sarà così: specialmente in futuro quando alcuni autori di oggi di un certo tipo saranno considerati "i grandi classici" mentre noi abbiamo gli sciascia, i calvino e i pirandello insomma) o meglio il vuoto cosmico che almeno però non mette bocca?
Mai negato che ci sia anche tanta roba buona, però i fenomeni di massa (a parte Saviano che però lo è diventato non per maestria letteraria - diciamocelo - ma per altri, altrettano validi, motivi) sono altri. Specie per le nuove generazioni.
Faccio appello ai miei 5 lettori perché partecipino alla discussione ^_^

Gianrico ha detto...

Ema consentimi di dissentire profondamente. Io credo poco ai moti generalizzati che spostino o invertano tendenze. La tendenza è ahinoi quella che tu descrivi, bassa qualità e prodotti adatti a gente con cervello moccioso.
Eppure io non voglio nemmeno fare il principe sul pisello (essendo abastanza come dire omofobo ci tengo pure!). Stare in disparte e guardare con sdegno i deficenti non serve a niente. Non è un caso che io stia pensando a unc erto tipo di iniziative e tu sai bene a quali. Che cerchi di tenere contatti con scrittori e persone in gradi di discutere intelligentemente e stia cercando una terza via.
Sì la terza via esiste. La si deve creare a partire dal basso. In questo il web ci da un aiuto. Ce la si può fare. Ce la si deve fare. Per questo QUEL discorso È importante, e adesso anzi scrivo una mail di massa a te e quegli altri. Quindi per rispondere chiaramente e definitivamente alla tua domanda io non sto con i mocciosi, ma non sto nemmeno con gli stiliti. Vado nel tempio a prendere a scudisciate i mercanti che è pure più divertente!

Demonio Pellegrino ha detto...

Allora, post interessante e dubbio sul quale perdo anch'io il mio tempo.

C'e' un problema di fondo nel tuo ragionamento. E cioe': chi deve decidere se qualcosa e' qualita' o no?

Mi spiego: io la coscienza di Zeno la brucerei. E il fatto che tutti mi dicano che e' un capolavoro, non mi sposta di un millimetro.

Prendo il teatro romano di Terenzio: era considerato di una bassezza popolana indicibile. Adesso lo studiamo a scuola.

Per dire: si', come dici nella tua risposta qui sopra, forse le prossime generazioni considereranno Dan Brown e Moccia come i nuovi Proust e Pirandello. Ma questa cosa non mi sconvolge piu' di tanto.

Moccia tratta tematiche, se vogliamo, anche interessanti. Citami un altro libro contemporaneo che parli del desiderio tra una ragazzina e un adulto. E' l'unico. E non e' un caso che abbia saputo cogliere un qualcosa che pare andare molto di moda nella societa' italiana.

Questo merito gli va riconosciuto. Il saper cogliere la tematica, la problematica del momento.

Scrive male? Sicuramente. Ma scrive male SECONDO ME.

La mia speranza e' che se una legge Moccia, poi voglia anche andare a leggersi l'amante di lady chatterley, tra un paio d'anni.

Giulia ha detto...

La sottoscritta che di primo nome fa Giulia ma di secondo fa eterna ottimista sostiene che Moccia sia solo il primo misero passo del giovane adolescente nel fantastico mendo del libro. Dopo 3 metri sopra il cielo, ho voglia di te e l'ultima roba che mi pare si chiami amore 14, il 13enne compie finalmente 16 anni! E allora basta fughe in motocicletta e trombamici...gli verrà voglia di leggere dell'altro. Io ad esempio 3 metri sopra il cielo lo lessi, lo considerai quello che era: una roba commerciale. Non ancora contenta ho preso pure Ho voglia di te: e ho capito che mi stavano prendendo per il culo. Ognuno ha i suoi tempi. Sono ottimista ;)

Ema ha detto...

benvenuta Giulia ;)

Ragazzi (gianri e giulia) non condivido il vostro ottimismo ma spero ferventemente che abbiate ragione voi, e di rivelarmi col tempo il solito snobbetto culturale che si crea problemi inesistenti. Proprio in quanto snobbetto presuntuoso, pur dando ragione in generale a Demonio non riesco a vederla in maniera così distaccata da dire "a me non piace": sarò quello che volete ma mi considero lettore abbastanza consumato da accorgermi "a orecchio" quando uno non sa scrivere o produce robaccia a scopi commerciali. E quindi non riesco a sollevarmi l'animo dicendomi "ma forse sbaglio...".