09 mar 2010

Stupidi birilli

Mi era già successo qualche volta, dipende dagli orari e dal "tessuto umano" in cui ci si imbatte. Fatto sta che oggi, stazione Termini, ore 14 e un po', mi trovo a dover scendere dalla metro A per poi andare a prendere la linea B. Per chi non è avvezzo, dovete sapere che il Popolo degli Uscenti ed il Popolo degli Entranti si odiano dalla notte dei tempi. La famosa regola "Lasciar scendere prima di salire", dettata da una logica ormai perdente e obsoleta, è roba buona per i cartelli d'epoca. Chi sale è convinto di dover procedere come una fottuta ruspa e brasare tutti quelli che trova sulla sua strada, perché a) così entra prima, b) forse si siede (come no, all'ora di punta) e c) gli piacciono le cose difficili. E z) l'italiano medio è prepotente, sempre.
In genere tali considerazioni vengono tenute a bada dalla massa critica del Popolo degli Uscenti, che minaccia ritorsioni violentissime se non vede almeno la buona volontà di lasciare il fatidico spazietto per venire fuori da parte dei candidati all'entrata. Capita però, quando la Luna e Orione fanno a botte e gli scappa una gomitata sulla costellazione del Centauro, che a Termini non voglia scendere nessuno, a parte il sottoscritto. In quei casi provo a spianarmi davanti al vetro di modo che da fuori non si capisca quanta gente c'è... ma stavolta non ha funzionato. Si aprono le porte, e mi trovo davanti una muraglia umana completamente chiusa, perlopiù liceali più o meno nani, facce ostili e ghigne da delinquenza minorile, statali annoiati, nonnetti de-cilivizzati.
Attendo qualche secondo con sguardo da "E adesso volo??" ma non trovo comprensione - solo smorfie che si inaspriscono. Allora subentra la pace.
Le note del tema di "Batman: Il cavaliere oscuro" mi inondano il cervello e lo isolano totalmente dal mondo. Un sorriso mi allarga le guance: è il sorriso della boccia da bowling quando sta per fare strike e pensa Stupidi birilli!
E parto, 85 kg di inerzia senza remore né morale lanciati contro i più o meno nani da liceo. Alcuni si spostano, altri li falcio. Batman nelle mie orecchie si occupa di smorzare le proteste. Gli operatori ecologici della stazione faranno il resto.

4 commenti:

Carla ha detto...

Ieri pomeriggio all'uscita dalla sala in cui avevo sfogato i miei 30 minuti di fatica fisica in palestra, mi è venuto in mente questo tuo pezzo: sembra che la regola del "chi è più forte butta giù gli altri" non valga più solo nella metro ma in qualsiasi altro ambiente/locale/situazione. Il che mi rattrista sempre di più......

Ema ha detto...

ma fammi capire. Che ti hanno fatto in palestra?

Guisito ha detto...

Continuo a ripetere che siamo in troppi; ci vuole una bella guerra mondiale, magari la terza e anche la quarta rigorosamente atomica, così i superstiti possono fare il mondo daccapo e soprattutto i vagoni del metro in modo che, arrivati ad una fermata, si apra l'intera fiancata della vettura.

Carla ha detto...

La palestra si accomuna ad un vagone della metro: poveri derelitti che escono da una lezione e malefici aficionados che cercano di sgattaiolare dentro prima che finiscano i debiti tappetini/step/qualunque altro attrezzo da utilizzare nella lezione successiva.
Il problema consiste nel pessimo tempismo che hanno instaurato tra una lezione e l'altra: meno di zero minuti, che è fico per chi se ne fa quattrocento di seguito perchè c'ha il fisico, ma per chi non regge manco a mezza lezione diventa più faticoso uscire dalla porta della sala che farsi tutti gli esercizi previsti dalla scatenata istruttrice.