17 gen 2011

E dopo Savonarola e Hitler, ecco a voi...

...Mr Speranzon, assessore alla cultura (!) del comune di Venezia! Un bell'applauso.
Il quale assessore propone di mettere al bando in tutte le biblioteche gli scritti degli autori che sostengono la scarcerazione di Cesare Battisti. Parliamo tra gli altri di Daniel Pennac e Valerio Evangelisti, solo per citare i miei preferiti, ma non è il chi, che conta.
Non conta nemmeno l'opinione che si possa avere sulla vicenda Battisti (che in ogni caso proprio chiara chiara non è, considerato che ben due Stati la pensano diversamente dall'Italia, e non credo che sia per farci i dispettucci. Per approfondire c'è la pagina di Wiki, per una volta decisamente colpevolista, e una dettagliata disamina su Carmilla online che suona l'altra campana).
Quello che conta, ovviamente, è il principio. Il principio delle liste di proscrizione. Il concetto di lista nera applicato alla cultura, e non verso un singolo testo - attenzione - bensì verso l'intera produzione di un autore. Per un'opinione espressa pubblicamente (il famoso libero pensiero). Credo sia il caso di fare un bel po' di baccano, di caciara (come si dice dalle mie parti) su questa faccenda, perché non passi liscia e soprattutto non passi inosservata.
Non c'è molto da dire al riguardo, o lo si afferra per default oppure non mi rimane che augurarvi tristemente: siate maggioranza!

Al riguardo linko l'illuminante articolo dei Wu Ming, contenente anche un pensiero bipartisan di Carlo Lucarelli.

14 dic 2010

Il potere dell'Informazione

Oggi vi segnalo una serie di topic molto interessanti di Lara Manni, scrittrice e blogger di rara acutezza attiva negli ultimi anni. Fanno parte del lavoro di ricerca per il suo nuovo romanzo, Sopdet, che vedrà la luce prossimamente.
Di che si parla?
Si parla del potere dell'informazione nella storia contemporanea, partendo dai fatti del 1977. I disordini, gli studenti, il governo, la polizia. Alcune cose le sapevo, altre le ho imparate. Al di là della natura di quanto emerge, la riflessione che vi propongo è proprio questa (come poco tempo fa anche Gianrico): l'affidabilità dell'informazione. L'informazione spogliata dell'oggettività e veicolata per formare l'opinione. Non solo nel merito, ma anche nel metodo: come si dà una certa informazione, pur rispondente a verità, e in che tempi, e con quale risonanza.
Leggete, leggete e meditiamo.

Aggiornamento. Veloce veloce, dati i disordini romani di ieri. Il tristemente famoso Black Bloc, le automobili in fiamme, il tridente messo a ferro e fuoco da questi cattivoni dei manifestanti. Vi riporto sempre da Lara Manni, che propone due fotografie interessanti.

13 dic 2010

Fiducia sì, fiducia no, fiducia un caz

...parafrasando un vecchio brano di Ricky Gianco. Domani finalmente scopriremo chi ha fatto la spesa più grossa al supermercato dei rifiuti organici.
Intanto però mi soffermerei sull'artefice della Crisi, il Salvatore, quello che alla fine si è ribellato e ha detto NO battendo i pugni sul tavolo, insomma il Co.Co.Co.Fondatore.
Quello della Bossi-Fini.
Quello che sta con Silvio dal '94.
Quello che lui, nel partito del predellino, giammai.
Quello che si è accorto l'altroieri che il suo amico (il Fondatore senza Co.Co.Co.) si fa i cazzi suoi. Ma non dall'altroieri.
Quello che per far numero, mortacci sua, rischia di riportarmi in auge il fallito dei falliti, categoria furbetti incapaci.
Quello a cui si sono aggrappati i cosiddetti centristi, anche quelli ex sinistrorsi ex verdi ex mi' nonno in carriola.

Spendo due parole anche per i suddetti. Voi, cari miei, siete coloro i quali hanno totalmente svuotato il termine Centro del suo significato politico originale. La definizione corrente è invece quella che segue:
Centrista: chi disperatamente si aggrappa, massaggiandolo con forza e perizia, al membro più grosso attualmente in vigore.

24 nov 2010

Domanda

Leggevo stamattina che, nel libro-intervista del Papa freschissimo di stampa, tra gli altri temi si fanno alcune importanti precisazioni sull'omosessualità. Le sintetizzo:
  • E' definitivamente contro Natura. E ci posso stare, gli animali non s'inculano (pare).
  • Non vanno discriminati. Meno male, il passo successivo sarebbe isolarli per ripararsi dal contagio. (Ma alla fine 'sti froci sono malati o no? Aneliamo nuove rivelazioni!)
  • Decisamente non sono compatibili col ministero delle fede.
La dico meglio, con le Sue parole:
Non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non avrebbe alcun senso.
Poi ci spiega meglio:
Sarebbe un grande pericolo se il celibato divenisse motivo per avviare al sacerdozio persone che in ogni caso non desiderano sposarsi, perché‚ in fin dei conti anche il loro atteggiamento nei confronti di uomo e donna è in qualche modo alterato, ed in ogni caso non è in quell'ordine della creazione del quale abbiamo parlato.
Infine un severo monito:
Usare molta attenzione affinché il celibato dei preti non venga identificato con la tendenza all’omosessualità.

Mi viene da chiedermi una cosa cretina cretina per la quale, ne sono certo, già esistono millemilamilioni di valide risposte: ma se è vero che ogni ministro di Dio, per contratto con l'Altissimo, deve mortificare la propria sessualità - e parliamo di desiderio carnale, platonico, autoerotismo, pensieri impuri e tutto quel che segue. Se è vero questo, dico. Allora, che cazzo cambia se il desiderio soppresso era di natura omo, e non etero? Tanto deve da spari' l'istesso. O no?
In parte ci viene a conforto l'estratto delle parole del Papa: 'sti omosessuali non si vogliono sposare, ci dice, che senso ha imporgli il celibato.
A-ehm. Non so se il Pontefice ha seguito le battaglie sociali degli ultimi, diciamo, dieci anni (ma sono sicuro di sì, visto che interviene puntualmente in tutte) molte delle quali sono volte a parificare il diritto di matrimonio indipendentemente dall'orientamento sessuale. Dove glielo consentono, 'sti omo si sposano pure, pensi un po'. Elton John docet.
Oltre a questo spero che non stiamo identificando la rinuncia più grossa del celibato sacerdotale con l'istituto del matrimonio perché, anche se è una brutta parola, vada a chiedere ai suoi novizi se è più difficile rinunciare al sesso o ad una suocera.
Banalizzo, lo so, ma non troppo.

23 nov 2010

Come la pensano gli italiani

Dunque, ieri sera finalmente mi sono visto Vieni via con me, chiacchieratissimo programma di Fazio e Saviano. Confesso di averlo fatto solo perché aspettavo l'intervento di uno dei pochi uomini che idolatro: Corrado Guzzanti. Lo liquido in due parole, perché mi ha fatto ammazzare dalle risate. Anzi, due parole e un video, così ve lo guardate da soli.
Ma non è di questo che volevo parlare. La trasmissione di Saviano e Fazio è, come da molti già segnalato, una palla densa di retorica, con pochi interventi notevoli (bellissima l'interpretazione della Mannoia) e tante tante frasi fatte. L'idea degli elenchi sarebbe carina se non fosse che nella maggior parte dei casi diventa un inno alle ovvietà. I pezzi di Saviano sono l'unica nota davvero interessante, se non fosse che per la maggior parte ripropongono il contenuto dei suoi libri (con qualche dato attualizzato), quindi per chi ne ha letto qualcuno diventano ripetizioni.
Però però.
Però, dicevo, per uno che legge tutte le mattine con curiosità le rubriche di posta dei quotidiani gratuiti, un valore aggiunto c'è. La scorsa settimana per esempio c'era un coglione (non riesco a definirlo altrimenti) che sosteneva che, mentre è indubbio che il merito dei successi contro le mafie sia di Maroni, è altrettanto indubbio che l'accresciuta percentuale di affiliazioni che le stesse riscuotono nell'ultimo periodo sia colpa della pubblicità di cui gente come Saviano le gratifica. Due minuti di raccoglimento, please.
...
E non era l'unico commento su questi toni, sia chiaro. Persino Maroni, ieri sera, autore di un apprezzabile ed equilibrato intervento, ha pubblicamente ringraziato magistratura e forze dell'ordine per i successi, rivendicando comunque una sua piccola parte come Ministro interessato (che in genere è quello che mette i fondi, roba non da poco, ma non equivale a svolgere un'indagine e rischiarci la pelle, insomma). Però gli italiani vanno oltre, o meglio rimangono sintonizzati sulle frequenze berluschine, quelle secondo cui a catturare il Sandokan di turno è sempre il Suo Governo (non lo Stato, attenzione) qualsiasi cosa significhi.
E allora mi dico, quando vedo le banalità snocciolate da Fazio, che forse molte di quelle tanto banali o scontate non sono. E magari fa bene che qualcuno le ricordi pedantemente e pallosamente in TV, e fa bene pure che ci sia polemica che tanto porta ascolti (chiedere Santoro).
Io però scusatemi, lunedì prossimo vado al cinema ;)