28 mag 2010

Tutto torna

Uno potrebbe chiedersi: come mai, come mai un Primo Ministro europeo dovrebbe voler perpetrare in maniera tanto metodica la propria autodistruzione in campo internazionale accostandosi ad un noto ed esecrato (non da tutti, ma di certo dall'opinione comune mondiale) dittatore, nemesi del primo scorcio di Novecento Italiano?
Facciamo un po' di dietrologia.

Tempo fa il suo amicone nonché braccio destro nonché senatore nonché co-fondatore di Forza Italia nonché noto bibliofilo nonché anello di congiunzione coi poteri forti d'Italia - alias Marcello dell'Utri - annuncia: ecco i veri diari di Mussolini! Dice di averli letti per qualche ora e di essersi commosso di fronte all'umanità di questo signore. Fa eco la nipote del Duce, ormai da un paio d'anni figliuola prodiga rientrante nel PdL: sì sì, son proprio del Nonno. Cosa emerge da questi diari? Che il Buonanima disprezzava i suoi stessi gerarchi (i cattivoni!) e tentò con tutte le forze di impedire la guerra. E che era un nonno umano e affettuoso. Such a sweetheart.
I soliti comunisti hanno tentato di diffamare dell'Utri e tutte le sue perizie (una, calligrafica) sostenendo che 'sti diari sarebbero tarocchi. Tra questi comunisti sovversivi fomentatori d'odio troviamo anche tale Emilio Gentile. Ma lasciamo da parte gli anarcoidi di sinistra e torniamo alla nostra bieca dietrologia.
Ieri, insomma, Re Silvio si è aperto alla stampa straniera citando proprio questi autenticissimi diari ritrovati dall'amico suo. In cui il Buonanima smentiva tutti coloro che lo accusavano di avere troppo potere - come tutti i dittatori, diamine! Perché, pensate, pure Silvio ha lo stesso problema: ancora non gli fanno fare proprio tutto quello che gli passa per la testa. Come d'altronde fanno invece tutti gli altri premier dell'universo, cribbio. Chiede tanto? Povero monarca impastoiato da stupide regole volute da altri. Giorni fa il nuovo libro di Vespa appena uscito aveva propugnato lo stesso concetto per mezzo di un'illuminante intervista.

Rimetto insieme i pezzi.
  1. Dell'Utri trova i "veri diari";
  2. "Ma quant'era buono il Duce!";
  3. Berlusconi chiede più poteri;
  4. Berlusconi legittima i "diari ritrovati" citandone una frase e associandosi alla dichiarata "mancanza di potere" del suo predecessore.
Il dietrologo dixit: quale meravigliosa occasione di continuare col revisionismo storico, ingraziarsi i vetero e neo-fascisti (fatevi un giro sul web e guardate in quanti spazi c'è gente che già gli rende "onore") e infine legittimare le ambizioni di ritorno al regime del Re.

4 commenti:

Gianrico ha detto...

In linea generale sono assolutamente concorde nel dire che il nano è un idiota, ma da storico non posso che distaccarmi sull'idea di revisionismo storico come viene fatta normalmente passare.
La storia è un continuo rivedere per definizione. È un magma in cui emergono continuamente nuove fonti, nuovi dati, tutto viene rivisto continuamente.

Ema ha detto...

non ti attaccare al capello. Dimmi se sei d'accordo con questa, mia, idea di revisionismo. E sull'analisi.
Che poi la storia sia un continuo rivedere posso concordare, specie per la storia antica ma c'è un grosso MA: le storie sul fascismo a quelli della mia generazione le raccontavano i nonni per esperienza diretta. E lì c'è poco da rivedere.

Comunque, CVD: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2003/09_Settembre/11/berlusconi.shtml

Gianrico ha detto...

ema è chiaro che se per revisionismo intendiamo "che bello il fascismo" condivido. Se invece per revisionismo intendiamo un'analisi più approfondita di quella generalmente settaria proposta nel dopo guerra allora son due cose differenti. E da storico non posso non apprezzarla.
Quanto al minchione... che debbo dire? È un minchione

Guisito ha detto...

Se il revisionismo viene fatto in base al rinvenimento di nuovi documenti autentici, posso essere d'accordo; se il revisionismo viene fatto da degli imbecilli, int'u culu il revisionismo!