03 set 2009

L'autorevole parere del nemico

Quello che fa veramente male quando vai a leggere il Giornale (sì, quello fondato dalle mani grinzose di Montanelli e ora nelle manine curate di Feltri) non sono tanto gli articoli. E' l'unico quotidiano fatto solo di editoriali, ossia di articoli opinionistici, e vabbe'. E' l'unico quotidiano che si riconosce aprendo una qualsiasi delle prime pagine, dal tenore picaresco dei titoli.
Quello che davvero colpisce al cuore sono i commenti dei lettori. Non guardateli, non leggeteli o davvero c'è da mettersi le mani nei capelli, chi ce li ha.
ora silvio e' stato votato da quasi 13 milioni di italiani..quindi va da se che se lei insulta lui insulta anche questi 13 milioni.. ..ma voi sinistri chi credete di essere.?? I MIGLIORI.??
Ecco, io sono un po restìo a dare credito a questo teorema, che poi è lo stesso propugnato da Berlusconi: che avendo avuto lui la fiducia della maggioranza degli italiani ha evidentemente stabilito un contatto intimo e profondo con ognuno di questi 13 milioni di individui tale che ogni affronto nei suoi confronti automaticamente si trasmette a mezza italia tipo stigmata. Il corollario poi è che in virtù dell'investitura lui può fare un po' come cazzo gli pare, ma d'altronde non è questo il significato di Libertà, Partito della ?
Ma se anche fosse sai che ti dico?
Che se son tutti come questi commentatori qui, mi sento confortato nell'insultarli tutti e tredicimilioni.

PS Dubbio dell'ultim'ora. Ma non è che votando Silvio, sempre per opera della stigmata che si acquisisce, oltre a offendersi quando lo insultano si prova piacere quando tromba? Perché se è così si spiegano taaaaante cose...

2 commenti:

Gianrico ha detto...

non so se abbia avuto tutta questa intimità con i 13 mil... ma magari con figlie e mogli...

Guisito ha detto...

Dei 13 milioni di elettori berlusconidi, una buona parte si sarà resa conto della bischerata che ha fatto; ma chi sarà disposto a dire: quanto sono stato coglione?
Io ho fiducia che, tra non molto, sapremo quanti si sono svegliati dal sonno della ragione che genera mostri.