15 ott 2008

Il Fantacritico/1 - "Nessun Dove"

Inauguro oggi una nuova rubrica di pubblica utilità. La rubrica è quella delle recensioni del fantasy letterario. Ora, se non leggete fantasy e non volete cominciare fa niente, buonanotte. Al contrario, vi chiederete: perché di pubblica utilità?
E' presto detto...
Il fantasy è un genere letterario notevolmente bistrattato da critica e lettori "seri", come lo era una volta la fantascienza (quest'ultima non lo è più perché purtroppo non esistono più scrittori di fantascienza, SOB). Il bello è che ci sono parecchi buoni motivi per criticare il fantasy, che non sia un superficiale "è solo un mucchio di sciocchezze per bambini". Purtroppo un buon novanta per cento della produzione letteraria in tal senso è spazzatura, pubblicata per una serie di motivi che molto hanno a che fare con ragionamenti aziendali e poco con la buona narrativa. In questo senso, lo stretto collegamento tra il genere e i giochi di ruolo è a un tempo positivo e deleterio: positivo, perché ha il merito di avvicinare molti giovani e giovanissimi alla lettura; deleterio, perché questi stessi te li convince di avere a che fare con della buona letteratura, solo perché non hanno mai avuto modo di inciampare in un Poe, in un Lovecraft, in uno Stoker o in una Shelley (per non allontanarci dal genere fantastico).
Essendo un appassionato del genere, mi capita spesso di rimanere deluso, anche perché dopo l'uscita nei cinema della trilogia di Peter Jackson sul Signore degli Anelli c'è stato un vero e proprio boom del genere fantasy in letteratura, nel senso che tutti i ragazzini sono diventati scrittori, quasi sempre non avendone le capacità. Ma dato che si vende, chi sono io Casa Editrice per mettermi di traverso? Venghino siori venghino.
Dunque nella mia affamata ricerca, ogni tanto mi imbatto in qualcosa di a mio parere davvero meritevole, che per motivi d'inflazionamento non riceve l'attenzione che gli spetterebbe. Ed ecco lo spazio giusto per segnalare questi casi, sperando di dare il mio seppur minimo contributo alla riabilitazione del genere.
Cominciamo da un autore universalmente riconosciuto, fumettista di razza, sceneggiatore e scrittore: Neil Gaiman. Al di là del sopravvalutato Stardust, porto alla vostra attenzione quello che a mio parere è un vero gioiellino di letteratura fantastica, dal titolo Nessun Dove (Neverwhere).
La storia si svolge a Londra, e in gran parte nell'Underground londinese. Si immagina che le fermate del metrò esistano non solo nel mondo reale, ma anche in una realtà alternativa che con la nostra si incrocia e si permea, concretizzando quelle che da noi sono solo metafore o nomi evocativi: per fare un esempio, la fermata Earl's Court diventa una vera, tangibilissima Corte del Conte. E potete immaginare Knightsbridge... In questo mondo particolarissimo si muovono i protagonisti della storia, la piccola Porta (anche questo nome ha un motivo e una realizzazione) e il suo involontario salvatore umano, che dovrà accompagnarla in una classica cerca (quest).
Perché leggerlo? Innanzitutto perché Gaiman è un vero funambolo della visione e in ogni sua opera riesce a presentare scenari incredibilmente vividi, originali, a metà tra il mondo reale e quello onirico. Poi perché possiede uno stile narrativo coinvolgente e misurato al tempo stesso, capace di precipitarvi a capofitto nella trama senza che ve ne rendiate contro. E poi, il mondo di Nessun Dove è assolutamente geniale: la parola che si fa sostanza. La metafora che diventa vera. I personaggi oscillano tra il folle e il grottesco, apparire può significare essere, oppure essere l'esatto opposto di ciò che si sembra; insomma, non voglio produrmi in pericolosi spoiler quindi trovatevelo (è edito da Fanucci) e leggetevelo ;)

4 commenti:

Carla ha detto...

Controllato sul meraviglioso mondo internet: sarà il prossimo acquisto in lingua.... Sono a corto di buoni libri/scrittori da leggere in originale: hai qualche altro da suggerire? non necessariamente fantasy...

Ema ha detto...

Bene allora per te ho bello che pronto Chuck Palahniuk. Questo qui è un pazzo.
Umorismo feroce, anzi ferocissimo, al limite. Critica della società americana. Surrealismo (mezzo, e non fine del racconto). Stile complesso (devi starci dietro) e nervosissimo.
"Ninna nanna" un suggerimento, per non andare sul celeberrimo "Fight Club" (se hai visto il film è meglio, io non sono sicuro che avrei capito tutto altrimenti).
Autore impegnativo ma molto soddisfacente.

guisito ha detto...

Il binario 9 1/4 non è un invenzione della Rowling - Potter? I fantasy, così come pure la SF che si allontanano troppo dalla realtà, non sono di mio gradimento. Il racconto di SF, peraltro brevissimo, che pongo a modello della fantascianza che mi piace è "La sentinella" e mi dimentico sempre il nome dell'autore, che invece meriterebbe di essere ricordato e come!

Ema ha detto...

è sempre fredric brown.
Ma a parte questo che c'entra il binario 9 e 3/4? (che sì, è il binario per la scuola di magia di Hogwarts)