05 nov 2008

Il Denzel Washington della politica

Due righine dovevo scriverle pure io al riguardo: Barack Obama è il 44esimo Presidente degli USA, nonché il primo di colore - e di discendenza diretta africana.
Anzitutto auguri, ne avrà bisogno.
Secondo: d'accordo, è nero. Però a parte i simboli è comunque un politico, e se è arrivato lì ha già fatto i suoi compromessi, le sue alleanze, la sua gavetta. E' giovane, ma ha avuto tutto il tempo di fare l'esperienza necessaria e, probabilmente, sporcarsi il giusto. E' democratico, ma nell'entourage ha almeno un paio di GROSSI personaggi provenienti dallo staff di GW Bush (vedi Colin Powell).
Insomma io non vedo profilarsi quest'epoca di cambiamento che in molti strombazzano a destra e a manca. Sicuramente è un bell'animale mediatico, ma diciamo che per esperienza ho imparato a diffidare degli animali mediatici... anche se per carità non ci vedo proprio nessun'altra affinità con Silvio Nostro (che peraltro ha già assicurato che sarà prodigo di consigli per Obama, dall'alto della sua maggiore esperienza e saggezza).
Il Vaticano ha imposto la sua benedizione: "Che Dio lo illumini". Che a voler essere cattivi potrebbe essere visto come un meno prosaico "Che Dio ti fulmini!" qualora i rapporti dovessero incrinarsi. D'altronde non si (r)esiste da 2000 anni lasciando le cose al caso.
Su Il Giornale sono stati fino a ieri a dire "Speriamo che vinca McCain" (corredato di commenti vari dei lettori su quanto 'sti musulmani abbiano conquistato il potere nel mondo) per poi cambiare bruscamente strada oggi e sostenere, cosa che io peraltro mi sento in parte di condividere, che Obama essendo pragmatico farà una bella politica di destra o perlomeno di non-sinistra. Mi permetto di non essere sorpreso.
Veltroni cerca di rincuorarsi dicendo che se hanno cambiato di là possiamo cambiare pure di qua: mi ha tanto ricordato la maschera di sangue di Rocky Balboa di fronte a un plaudente Mikhail Gorbaciov nella memorabile sequenza finale di Rocky IV ("e se io posso cambiare, e se voi potete cambiare, allora tutto il mondo può cambiare!"). Un film, appunto.
Su tutti si erge il commento di Gasparri che ancora una volta ripaga la fiducia di chi l'ha nomimato capogruppo del PdL alla Camera: "Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaida è più contenta" afferma in un'intervista al GR3. E sei un grosso. Grosso cosa, non lo dico però.

10 commenti:

serena ha detto...

Gasparri si commenta da solo. Invece su Veltroni vorrei dire che la sua speranza che "se il vento cambia in America, poi cambia anche da noi" ha basi molto fragili. Non vedo infatti alcuna traccia nella sinistra italiana del carisma di Obama, nè della sua invidiabilissima capacità organizzativa.
Per il resto, io era per la Clinton, inizialmente, ma devo dire che mi sono fatta conquistare anch'io. E il fatto che non sia un "simpatico" mi tranquillizza, forse anche per reazione rispatto alla situazione italiana.

Ema ha detto...

e figurati se una femminista della prima ora come te poteva non essere per la Clinton! ;) Naah, non mi è mai piaciuta: ha stampati in volto i caratteri della semi-isterica rosicona che di certo non avrebbero mai fatto breccia nei morbidi cuori degli americani; anzi sono abbastanza convinto che se le primarie fossero andate altrimenti avrebbe vinto McCain. Anche il suo sterile accanirsi dopo che aveva chiaramente perso, anche se non per la matematica, rischiava di compromettere tutto per il suo inutile personalismo. D'altro canto bisogna dire che all'ideale politico ha sacrificato un bel po', tra cui la soddisfazione di mandare a quel paese Big Bill. Presumo che abbia comunque avuto modo di rendergli pan per focaccia tra giardinieri, idraulici, preparatori atletici etc.
(Detto questo, a mio parere Bill come carisma era tutt'altra cosa... e dopotutto la storia dei pompini "ovali" è uscita fuori durante l'ultimo mandato quindi ha compromesso ben poco)

Gianrico ha detto...

concordo con ema sul fatto che sicuramente non siamo di fronte a un messia bensì a un politico, per quello ripeto che a mio parere la politica statunitense cambierà molto poco in alcuni aspetti.
Veltroni poveretto mi inizia quasi a fare pena, Gasparri lo abbiamo perduto in una sorta di complotto arabo mondiale eh vabbè...
Come al solito sul Vaticano ci scorniamo, ma scusa che je dovevano dire? crepa brutto negraccio? Mi pare che l'augurio della benedizione divina sia ovvio e dovuto, e mi pare che altrettanto ovviamente le relazioni vaticano usa sono molto importanti.
Poi concordo con Ema su Hillary sarebbe stato caruccio una gonnella alla White House ma lei no, vedremo per il futuro cosa accadrà.
Onestamente io non affiancherei la sinistra italiana ai democratici americani, per rispetto a questi ultimi ovviamente, in quanto loro hanno sempre mostrato omogeneità e coesione come da queste parti ce le sognamo...

serena ha detto...

Adesso non esageriamo...
Sono d'accordo che gli americani ci hanno dato una bella lezione di coraggio, civiltà e democrazia. Se però mi devo - come devo - dare le martellate sulle dita per quanto mi fa schifo la nostra politica, per equità non devo nemmeno dimenticare che anche loro hanno votato George Bush figlio. Due volte.
Quanto alla Clinton, io ho sempre avuto un debole per lei, forse perchè un po' mi ci ritrovo in questa signora che prova a sfondare nel mondo degli uomini e poi scopre che gliene manca sempre un pezzo. Debolezze, appunto.

guisito ha detto...

Ema, tutto quello che vuoi tu e pure tutto quello che vuole gianrico; ma una cosa me la concederete: ragazzi, E' NERO! Un nero alla Casa Bianca! Io mi sto ancora a dare i pizzicotti perché non sono sicuro che non sia un sogno. Se non è un sogno, qualcosa è cambiato, o no?

Gianrico ha detto...

guisito: per carità, se ti leggi il mio blog di ieri inizia con le parole di Martin Luther King "I have a dream...", in parte quel sogno s'è realizzato, il resto è da fare.

Ema ha detto...

Sere: e con la Merkel come ti trovi? e con la Thatcher come ti trovavi?
Lessi tempo fa sul Corriere un articolo di non ricordo quale giornalista femminista che, di fronte alla sconfitta di Hillary, disse velenosa che l'America aveva perso una grande occasione di democrazia (facendo riferimento alla possibilità di una donna alla Casa Bianca). Da come la vedo io, un "coloured" Presidente per il fatto in sé stesso è molto più prova democratica, visto che di premier (e SOVRANI!!) donne ne abbiamo finora viste un po'.
Guido: vedi sopra. E comunque, cazzo se è carismatico questo...

serena ha detto...

Ema, ho premesso che si tratta di una debolezza. Posso qualcuna averne anche io per favore? .-)

Ema ha detto...

vorresti dire che siamo pieni di debolezze noialtri???

alianorah ha detto...

D'accordo con te, soprattutto sul "grosso".