14 nov 2008

Sarà finita davvero?

Caso Englaro. La Cassazione, dopo anni di travaglio giudiziario, ha dato la sentenza definitiva: si può staccare l'alimentazione.
Un commento glielo devo, visto che ho seguito la questione in almeno altri due interventi (uno e due).
Non mi voglio soffermare più di tanto su come la penso: mi sembra un caso più che acclarato di accanimento terapeutico e definirlo eutanasia è cecità pura. Alla sola idea di un cervello staccato dal corpo (come assodato da circa 14 anni) magari rimasto pure cosciente per tutto questo tempo divento matto. Non mi sorprendono le proteste dei cattolici, anche se questa volta non riesco proprio a prendere le loro parti (sì, a volte mi capita). Anche se posso in parte capire la posizione: la vita non è tua, è un dono di Dio, quindi non puoi farci quello che vuoi. Figurati se non è la tua ma quella di tua figlia.
Nel caso in questione tuttavia il parere della ragazza era noto, e anche se non lo fosse stato penso che un'attesa simile sia sufficiente per giustificare l'autorità paterna in merito. Ciò che è vergognoso è che l'autorizzazione venga data mediante una sentenza giudiziaria, che indubbiamente di caso in caso potrebbe anche essere errata - e da qui rimarco la necessità assoluta del testamento biologico, che tuttavia non verrà mai perché significherebbe qualcosa di molto simile a "la vita è mia e me la gestisco io", cosa che i cattolici non accetteranno mai. (E dico e ripeto: io sono uno di quelli che vorrebbe rimanere in stato vegetativo per tutto il tempo possibile, per quanto temo la fine della mia esistenza).
Però sono certo che la cosa non sia finita qui. I numerosi politicotti finto-religiosi, spinti dall'ansiogeno prurito di farsi belli all'audience (intenzionalmente uso un termine televisivo) cattolico, faranno a gara a sparare emendamenti, interrogazioni, severi moniti più o meno concreti - come d'altronde è già successo. E se il Vaticano insisterà a dovere, è probabile che il famoso vuoto legislativo venga sì riempito... ma con un bel decreto che sentenzi la non autorità in materia del potere giudiziario. Cosicché casi simili rimangano "irrisolti" e irrisolvibili. A vegetare, assieme agli sfortunati che loro malgrado ne sono protagonisti.

7 commenti:

guisito ha detto...

In genere, se hai qualcosa in dono, è tua e ne puoi fare ciò che vuoi, anche riciclarla o buttarla nell'immondizia. Se devi renderla a chi te l'ha donata, allora non è un dono, è un prestito. Ma il prestito presuppone colui che lo richiede. Non ricordo di aver chiesto in prestito la vita a chicchessia. Allora non è neppure un prestito. E cos'è allora? Ecco, bisogna rispondere a questa domanda con precisione scientifica e solo allora possiamo dire con certezza chi ha ragione.

Ema ha detto...

Ciò non toglie che se ti faccio un regalo preziosissimo, e tu dopo un po' lo butti volontariamente dalla finestra, a me Dio un po' le palle girano se non altro perché mi hai mancato di rispetto. Ma non volevo metterla su questo piano, tu sei troppo miscredente! ;)

Gianrico ha detto...

@ema: come hai potuto vedere siamo andati quasi in sync sui nostri blog, englaro viva o morta poco importa se vuoi, MA che la decisione sia presa dal legislativo NON dal giudiziario. Io come cattolico credente non posso certamente condividere la scelta di quella che di fatto è eutanasia. Ripeto, dal mio punto di vista. Così come non approvo manco di striscio l'aborto praticato come contraccezione. Non entro nel merito del caso, ho pensato anche io che probabilmente se è viva, dopo 14 anni è impazzita, ma i pazzi non liuccidiamo mi pare.

Ema ha detto...

però mi sembra un paragone insensato, Gianri.

Che cos'è l'eutanasia. Per me c'è differenza, chiamando in ballo Tex Willer e con tutto il rispetto possibile, tra sparare al cavallo azzoppato e invece lasciarlo lì senza dargli da mangiare (e nel nostro caso la ragazza in questione è ben più che azzoppata). Per il cavallo sarebbe più "pietoso" sparargli piuttosto che farlo morire di fame. Se invece lo anestetizzassimo, diciamo, simuleremmo qualcosa di più simile ad uno "spegnimento progressivo", se mi passi il termine.

guisito ha detto...

Ema, era per dirti che onestamente io non saprei da quale parte schierarmi, perché non so esattamente quali sono le reali condizioni di coscienza di questa povera ragazza.

Gianrico ha detto...

guisito proprio questo è il reale problema gli stessi medici sono divisi inmateria, quindi siamo nel dubbio... e mi chiedo nel dubbio uccido? Io no. Mi pare non ragionevole.
Per il resto ema sai che secondo me non si arriverà a una legge seria, che ormai i parlamento italiano è un organo inutile sostituito dai due lati da esecuti e giudiziario.
Non è una situazione allegra.

serena ha detto...

stavo lasciando un commento ma alla fine veniva così lungo che ho fatto un post autonomo sul mio blog